19:24 17 Maggio 2021
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Il senatore Mitt Romney, repubblicano, dello Utah, si è detto "abbastanza sicuro" che l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump vincerebbe le primarie presidenziali del Partito Repubblicano nel 2024 se decidesse di candidarsi.

L'ex presidente Donald Trump dichiarerà la sua candidatura per il Partito Repubblicano alle prossime presidenziali del 2024 quando farà la sua prima apparizione pubblica da quando ha lasciato l’incarico durante la Conferenza dei Conservatori di Orlando, tenutasi il 25 febbraio, sostiene il consigliere di lunga data di Trump, Mitt Romney, citato dall’agenzia Axios.

“Ha di gran lunga la voce più forte e un grande impatto nel partito. Non so quali siano i piani dei membri della sua famiglia, ma mi aspetto che continuerà a recitare un ruolo", ha detto Romney, parlando in un'intervista martedì per il DealBook DC Policy Project del New York Times.

Riconoscendo che "molto può succedere da oggi al 2024", il repubblicano dello Utah è incline a considerare Trump come un potenziale forte contendente alla presidenza nel prossimo ciclo elettorale.

"Guardo i sondaggi e i sondaggi mostrano che, tra i nomi che sono stati lanciati come potenziali contendenti nel 2024, se metti il ​​presidente Trump tra i repubblicani, vince in maniera schiacciante", ha detto Romney.

Alla domanda se lui stesso potrebbe prendere in considerazione la possibilità di fare una campagna contro Trump se questi effettivamente si candidasse nel 2024, Romney, voce critica dell’ex presidente, ha risposto che sosterrebbe piuttosto qualcun altro nel partito.

Mitt Romney
© AP Photo / Rogelio V. Solis
Mitt Romney
“Non voterei per Trump. Non ho votato per lui in passato e probabilmente starei dietro piuttosto a qualcuno che rappresenti la corrente di minoranza repubblicana che rappresento”, ha detto, sottolineando di considerarsi più un "conservatore tradizionale e non rispecchiarsi molto in alcune delle retoriche populiste del partito”.

Cosa dicono i sondaggi

Trump è stato finora cauto nel rispondere alle domande sulla sua eventuale candidatura alle prossime presidenziali del 2024.

All'inizio di febbraio, durante un'intervista a Newsmax per commemorare il defunto conduttore radiofonico Rush Limbaugh, Donald Trump aveva detto al presentatore Greg Kelly che stava "vedendo molti grandi sondaggi là fuori", pur riconoscendo che era troppo presto per annunciare se candidarsi nuovamente o meno.

"Fino al 24, troppo presto per dirlo ... non lo dirò ancora, ma ho un enorme sostegno e sto guardando i numeri dei sondaggi che sono alle stelle. ... Sono l'unico che viene messo sotto accusa e i miei numeri aumentano", ha detto Trump.

Suggerendo un'ulteriore prova che Donald Trump continua a dominare gli elettori del GOP (Grand Old Party – acronimo di uso popolare per indicare i Repubblicani utilizzato in America), un sondaggio esclusivo della Suffolk University per USA TODAY ha rivelato che il sostegno per il ‘Typhoon’ non è sembrato influenzato dal suo secondo processo di impeachment al Senato con l’accusa di ''incitamento all’insurrezione'', in relazione ai fatti dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio.

Addirittura la maggioranza di coloro che hanno votato Trump, il 54%, pare abbia dichiarato di sentire più lealtà nei confronti dell’ex presidente che per il partito repubblicano, che ha ottenuto solo il 34%, e se Trump decidesse di creare una scissione e formare un terzo partito, il 46% lo sosterrebbe, contro il resto spaccato a metà con un 27% di indecisi e un altro 27% che sceglierebbero di rimanere con il vecchi partito.

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