15:30 16 Maggio 2021
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Amnesty International ha pubblicato un documento in cui afferma di considerare il motivo dell’arresto del blogger d'opposizione Alexey Navalny puramente politico, tuttavia di non poterlo più considerare un ‘prigioniero di coscienza’ per via dei suoi trascorsi spiccatamente di estrema destra e le sue apologie della violenza.

Il giornalista canadese-statunitense Aaron Mate ha pubblicato su Twitter uno screenshot di una lettera in cui l'organizzazione per i diritti umani Amnesty International afferma di non considerare più Alexey Navalny un ‘prigioniero di coscienza’.

Tribunale del distretto babuskinsky di Mosca
In una e-mail in risposta alla richiesta del giornalista, Amnesty ha affermato che il motivo dell'arresto di Navalny era "la sua critica aperta" alle autorità russe, i suoi rapporti sulla "corruzione di alto livello in Russia" e "il suo attivismo pacifico", aggiungendo che chiede ancora il rilascio di Navalny, osservando tuttavia che non poteva più considerare la figura dell'opposizione come ‘prigioniero di coscienza’.

"Molti dei vecchi video e post sui social media in cui Navalny faceva dichiarazioni controverse sono riemersi di recente e hanno visto una circolazione attiva", ha detto l'organizzazione.

"Stiamo quindi ancora chiedendo il suo rilascio immediato e che le autorità russe cessino questo processo motivato politicamente", ha detto l’organizzazione per i diritti, che però aggiunge "tuttavia, alla luce delle nuove informazioni emerse di recente, Amnesty International non è più in grado di considerare Alexey Navalny un prigioniero di coscienza dato che ha sostenuto la violenza e la discriminazione e non ha mai ritrattato tali dichiarazioni".

​A gennaio, Navalny è tornato a Mosca dalla Germania, dove è stato curato per presunto avvelenamento, ed è stato arrestato all'arrivo all'aeroporto internazionale di Sheremetyevo. Poco dopo, un tribunale di Mosca ha revocato la sospensione della pena di Navalny nel caso di frode di Yves Rocher del 2014 per molteplici violazioni della libertà vigilata e l'ha sostituita con una pena detentiva di 3,5 anni (uno dei quali già scontato).

Chi è Alexey Navalny

Alexey Navalny, 44 anni, fondatore del Fondo Anti Corruzione, (FBK) è stato fermato diverse volte dalle forze dell'ordine russe ed ha scontato una pena detentiva nel luglio 2013 per appropriazione indebita.

Nel dicembre 2016 lo stesso Navalny ha annunciato la propria intenzione di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2018 ma la sua candidatura non è stata accettata dalla Commissione Elettorale Centrale, a causa delle sue pendenze penali precedenti.

Il concetto di ‘prigioniero di coscienza’

Prigioniero di coscienza è un termine coniato dalla stessa Amnesty International per indicare chiunque venga imprigionato in base ad alcune caratteristiche: razza, religione, colore della pelle, lingua, orientamento sessuale e credo politico, il tutto senza aver usato o invocato l'uso della violenza.

Quest’ultimo aspetto “l’aver invocato l’uso della violenza” è quanto emerso recentemente dai video che girano sui social in cui Navalny, agli inizi del suo attivismo politico, mostrava le sue marcate propensioni di estrema destra, xenofobia, razzismo e incitamento alla violenza.

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