11:32 26 Febbraio 2021
Mondo
URL abbreviato
Di
1110
Seguici su

Nel 2020 è stato insignito del Premio Internazionale Nassiriya per la Pace per "l'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”. Era uno degli ambasciatori più giovani al mondo.

Era una promessa della diplomazia italiana e uno degli ambasciatori più giovani al mondo, Luca Attanasio. Il diplomatico che ha perso la vita assieme ad un carabiniere della scorta, Vittorio Iacovacci, e ad un autista nell’attacco ad un convoglio del World Food Programme, aveva 43 anni ed era padre di tre bambini.

È stato ferito gravemente nel corso dell’assalto avvenuto alle 10.15 circa del mattino, nei pressi della città di Kanyamahoro, a pochi chilometri da Goma, nell’Est del Paese, al confine con Rwanda e Uganda. A colpire, secondo le prime ricostruzioni, sarebbe stato un gruppo terroristico locale, forse con l’intento di rapire il personale delle Nazioni Unite presente a bordo.

"La delegazione stava viaggiando da Goma per visitare una scuola a Rutshuru quando è avvenuto l'incidente", ha fatto sapere la stessa agenzia delle Nazioni Unite in un comunicato.

"Lavoreremo con le autorità nazionali - si legge nella nota - per determinare i dettagli dell'attacco, che è avvenuto in una strada che era stata in precedenza bonificata per viaggiare senza scorta di sicurezza". 

​Attanasio è stato trasportato d’urgenza a Goma. Ma la corsa all’ospedale, purtroppo, non è servita a salvargli la vita.

Le ferite riportate nel corso dello scontro a fuoco sono risultate fatali al diplomatico italiano, arrivato a Kinshasa nel settembre 2017 come capomissione. Nel 2019 è stato nominato ambasciatore straordinario plenipotenziario accreditato in RDC.

I cittadini italiani che vivono nel Paese lo ricordano per i numerosi progetti umanitari che portava avanti. Progetti che avevano attirato anche l’attenzione del programma tv Propaganda Live, che lo intervistò proprio nel 2019, andando a trovarlo a casa sua, e che gli sono valsi oggi il ringraziamento ufficiale dell’Unicef, che su Twitter gli ha espresso gratitudine per “il supporto ad alcune iniziative per l'infanzia” dell’organizzazione.

​Sua moglie, Zakia Seddiki, ricorda il Messaggero, ha fondato un’associazione umanitaria per offrire sostegno alle giovani madri e a centinaia di bambini nelle aree più difficili del Paese.

Proprio per il suo impegno umanitario a favore dei più deboli, Attanasio era stato insignito, lo scorso anno, del Premio Internazionale Nassiriya per la Pace. “L'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”, le qualità che gli hanno fatto guadagnare il riconoscimento.

La carriera

Nato in provincia di Milano, si è laureato con lode alla Bocconi e ha iniziato la carriera diplomatica nel 2003. Prima di approdare a Kinshasa è stato capo dell’Ufficio Economico e Commerciale dell’Ambasciata italiana a Berna, poi console generale in Marocco, a Casablanca.

Nel 2013 rientra in Italia dove è nominato capo segreteria della Nel 2013 rientra alla Farnesina dove riceve l’incarico di Capo Segreteria della Direzione Generale per la Mondializzazione e gli Affari Globali.

Nel 2015 riparte, però, per Abuja, in Nigeria, dove presta servizio come Primo Consigliere presso l’Ambasciata d’Italia. Da qui, dopo due anni, arriverà nella rappresentanza diplomatica di Kinshasa, dove la sua missione sarebbe stata quella di essere “vicino agli italiani” e allo stesso tempo “contribuire al raggiungimento della pace”.

Correlati:

Congo, reazioni all'attacco all'ambasciatore Luca Attanasio: "Italia è in lutto"
Congo, Ambasciatore italiano ucciso in attacco al convoglio
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook