20:43 07 Marzo 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (329)
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La sede dell’Agenzia svedese per la sanità pubblica è stata messa sotto protezione dalla polizia dopo che un considerevole numero di minacce di morte, apparentemente coordinate, sarebbero giunte in relazione alla gestione della pandemia di coronavirus.

L’emittente nazionale SVT riferisce che l'Agenzia svedese per la sanità pubblica è stata messa sotto protezione della polizia dopo essere stata inondata da e-mail, telefonate e post sui social, in alcuni casi minatori, in relazione alla gestione della pandemia.

Sebbene gran parte delle missive siano più che altro domande o punti di vista, sono stati riscontrati anche parecchi messaggi di odio e attacchi personali, nonché minacce vere e proprie, le quali, hanno indotto le forze dell’ordine a non prendere troppo alla leggera la questione.

Attacchi e le minacce sono principalmente rivolti ai volti pubblici dell'Agenzia per la sanità pubblica, tra cui l'epidemiologo di stato Anders Tegnell e il microbiologo Karin Tegmark Wisell. Solo nel mese di dicembre, Tegnell ha ricevuto circa 80 "email di odio". Ora, tuttavia, le minacce sono dirette anche ai membri della famiglia.

"È iniziato in primavera e si concentra soprattutto sui nostri portavoce. Ma si è intensificato negli ultimi tempi e lo sentiamo ogni giorno", ha detto il Direttore dell'Agenzia per la sanità pubblica Johan Carlson il quale suggerisce che tali minacce potrebbero essere in qualche modo coordinate, dato che sono di natura molto simile e pare abbiano un medesimo stampo.

"Abbiamo la sensazione che questa cosa sia orchestrata, stia arrivando a ondate. Si sono spinti così oltre che abbiamo vere e proprie minacce di morte ed è stata aperta un’indagine della polizia”, ​​ha detto Carlson.

© Sputnik . Mikhail Voskresensky
Stoccolma, Svezia

Reazioni politiche

Il Primo ministro Stefan Löfven ha condannato gli attacchi al personale dell'Agenzia, affermando che il fatto di aver ricevuto minacce di morte e di aver bisogno della protezione della polizia lo aveva "riempito di rabbia".

"Ogni limite è superato nel momento in cui persone che fanno il proprio dovere e lavorano per proteggere la vita e la salute degli altri durante una pandemia sono esposte a questo", ha detto Löfven a SVT, sottolineando l'esempio del professor Jonas Ludvigson che aveva smesso di fare ricerche sul COVID-19 a causa di attacchi verbali e minacce dopo le sue pubblicazioni. "Un clima odioso e inconciliabile colpisce gli individui e le loro famiglie, ma anche la libertà accademica e di informazione", ha detto Löfven.

Anche la leader del partito di centro Annie Lööf ha condannato le minacce, definendole "del tutto inaccettabili". "È una questione di democrazia e dobbiamo garantire che coloro che minacciano e tentano di mettere a tacere gli altri siano ritenuti responsabili", ha affermato.

Anche la leader democristiana Ebba Busch, che in precedenza era stata oggetto di abusi online, ha condannato gli attacchi.

"L'odio e le minacce contro i politici sono in aumento da molto tempo ed è preoccupante che ora colpisca anche i funzionari del governo", ha detto la deputata.

La particolarità svedese

La Svezia, una nazione di oltre 10 milioni, ha visto più di 622.000 casi di COVID-19, con oltre 12.500 morti, il conteggio più alto in Scandinavia. L'approccio unico del paese senza mascherine e senza blocchi ha a lungo polarizzato il pubblico in patria e all'estero. Mentre alcuni hanno visto con favore la Svezia per aver continuato in gran parte come al solito, altri hanno chiesto misure più severe e hanno criticato le autorità per non aver protetto gli anziani e i fragili.

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