14:41 15 Maggio 2021
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Le proteste contro il governo militare e per la scarcerazione dei politici e attivisti arrestati proseguono in tutto il Paese dal primo febbraio, giorno del colpo di Stato.

L'opposizione birmana non si fa sentire solo nelle piazze di tutto il Paese, ma colpisce anche attraverso il web. Un gruppo di hacker ha sferrato un attacco informatico ai siti governativi della giunta militare, come risposta allo stop di internet. Lo hanno reso noto alcuni canali social legati agli attivisti pro-democrazia. 

Il gruppo chiamato "hacker del Myanmar" avrebbe lanciato un attacco DDOS ai siti della Banca Centrale, la pagina ufficiale dell’esercito locale, il sito del canale televisivo pubblico MRTV, l’autorità portuale e l’agenzia per la Sicurezza alimentare e sanitaria. 

"E' come una protesta di massa contro i siti del governo, stiamo combattendo per la giustizia", ha dichiarato il gruppo dei web-ribelli.

Gli hacker hanno incassato l'appoggio del gruppo Anonymus, che ha pubblicato un messaggio su Twitter in cui accusa il governo militare di essere illegittimo e di opprimere il popolo birmano, limitando l'accesso pubblico all'informazione. 

​Il colpo di Stato in Myanmar 

Il primo febbraio, l'esercito birmano ha preso il potere poche ore prima che il nuovo parlamento tenesse la sua sessione inaugurale. La leader della nazione, Aung San Suu Kyi, è stata arrestata insieme ad altri alti funzionari, dopo che i militari hanno accusato il suo partito di truccare le elezioni di novembre.

Da allora sono scoppiate proteste nelle principali città birmane e su tutto il territorio nazionale per chiedere ai militari militari ripristinino del governo scaturito dalle elezioni.

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Attacco hacker, Colpo di stato, Myanmar
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