12:52 02 Marzo 2021
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Il governo iraniano bloccherà le ispezioni dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) la prossima settimana se le altre parti dell'accordo sul nucleare del 2015 continueranno a non rispettare gli impegni presi, ha riferito l’Agenzia di Stampa Islamica.

In precedenza, Biden aveva annunciato la sua intenzione di riportare gli Stati Uniti al Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), comunemente noto come accordo sul nucleare iraniano, abbandonato nel 2018 da Donald Trump. Secondo i termini di quell’accordo, in cambio della revoca delle sanzioni, l'Iran accettava di frenare il suo programma di arricchimento dell'uranio.

Secondo il rapporto pubblicato dall’IRNA (Islamic Republic News Agency), il portavoce del ministero degli Esteri Saeed Khatibzadeh ha detto che il parlamento iraniano ha obbligato il governo a sospendere l'attuazione del protocollo aggiuntivo dell'AIEA se "le altre parti non rispetteranno i loro obblighi entro la scadenza (21 febbraio)".

L'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, Iran
© AP Photo / HASAN SARBAKHSHIAN
L'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, Iran
"Tutte queste misure saranno reversibili a condizione che le altre parti aderiscano ai loro obblighi", ha aggiunto il portavoce.

Khatibzadeh ha precisato che l'Iran continuerà la sua adesione al Trattato di non proliferazione, sottolineando che le misure riguardano solo le ispezioni aggiuntive e che l'Iran continuerà la sua cooperazione con l'AIEA.

Il portavoce del ministero degli Esteri ha anche affermato che l'amministrazione statunitense sta ancora seguendo le orme della precedente amministrazione, allorché l'Iran spera piuttosto in una mossa in avanti dagli Stati Uniti per migliorare le relazioni e rilanciare l'accordo.

"Sfortunatamente gli Stati Uniti stanno ancora agendo sulla base della procedura sbagliata lasciata dalla precedente amministrazione. Ciò che si vede oggi non è diverso da quanto visto prima del 20 gennaio; la stessa massima criminale pressione contro la nazione iraniana e lo stesso approccio", ha detto.

Il portavoce ha anche espresso la speranza che i firmatari europei del trattato si attengano rigorosamente ai loro obblighi ai sensi dello stesso.

"I tre paesi europei hanno un percorso semplice da percorrere per porre fine alle tensioni; possono semplicemente tornare a rispettare i loro impegni nel PACG. Questo è più facile del loro percorso attuale. Il JCPOA è in condizioni critiche e queste tensioni non aiutano", ha detto Khatibzadeh.

​Alla domanda sulla posizione ufficiale del governo iraniano sulla questione delle armi nucleari, Khatibzadeh ha rassicurato che una fatwa del leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei vieta l'uso delle armi di distruzione di massa.

"La posizione iraniana rimane la stessa: tutte le nostre attività nucleari sono pacifiche e rimarranno tali", ha detto.

Il funzionario ha affermato che l'Iran sta cercando di produrre uranio arricchito al fine di acquisire combustibile nucleare avanzato, in linea con il piano di ricerca e sviluppo del paese per fornire combustibile al reattore di ricerca di Teheran, che è "considerato una delle tendenze comuni dei programmi nucleari per scopi di pace".

L'Iran ha firmato il JCPOA con Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti e UE nel 2015. Il piano richiedeva all'Iran di ridimensionare il suo programma nucleare e di ridurre drasticamente le sue riserve di uranio in cambio del ritiro delle sanzioni, incluso l'embargo sulle armi cinque anni dopo l'adozione dell'accordo. Gli Stati Uniti si sono ritirati unilateralmente dall’accordo firmato nel 2018, imponendo sanzioni multiple contro Teheran sotto la cosiddetta politica di massima pressione.

Mentre la scadenza del 21 febbraio fissata dall'Iran si avvicina e l'amministrazione del presidente Joe Biden mantiene la sua posizione sulle sanzioni, l'interruzione delle ispezioni sembra imminente.

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