19:34 07 Marzo 2021
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Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in una dichiarazione di domenica in occasione dell'anniversario della strage nella scuola di Parkland, ha chiesto al Congresso di approvare "riforme di buon senso alla legge sul possesso delle armi da fuoco".

Lo scontro negli Stati Uniti tra coloro che sostengono di portare armi e coloro che chiedono un maggiore controllo è uno dei più acuti, poiché da una parte il diritto di portare un'arma è garantito dalla Costituzione del Paese, dall’altro molti chiedono limitazioni per via dell’alto numero di sparatorie e stragi avvenute in scuole e luoghi pubblici.

Sottolineando che la sua amministrazione "non aspetterà la prossima sparatoria di massa per accogliere tali richieste", Biden ha chiesto un'azione immediata.

"Agiremo per porre fine questa epidemia di violenza armata e rendere le nostre scuole e comunità più sicure", ha affermato. ù

"Lo dobbiamo a tutti coloro che abbiamo perso e a tutti coloro che hanno subito un lutto e chiedono un cambiamento. Il momento di agire è adesso".

​Le parole di Biden giungono a tre anni da quella che è considerata la strage scolastica più grave al mondo. Il 14 febbraio 2018 nella Stoneman Douglas High School di Parlkland in Florida, 17 tra studenti e insegnanti vennero uccisi.

Nell'affrontare la questione del controllo delle armi, il Presidente ha fatto riferimento all'"aumento storico degli omicidi in tutta l'America dello scorso anno" e alla "violenza armata che ha devastato in modo sproporzionato gli individui di colore nelle nostre città".

Il problema delle armi da fuoco è molto sentito negli Stati Uniti. Il diritto di portare armi è garantito in costituzione dal Secondo emendamento, scritto nel 1791, allo stesso tempo molti notano l'elevato numero di sparatorie e stragi con armi da fuoco in America.

Le leggi sul controllo delle armi possono essere non facili da approvare per l'amministrazione Biden poiché le lobby delle armi sono molto potenti negli Stati Uniti, prime tra tutte la National Rifle Association (NRA) che ha suggerito, al contrario, di dotare tutti i sorveglianti nelle scuole di armi da fuoco, di modo da contrastare meglio eventuali attacchi.

La NRA si è persino opposta alle limitazioni sulla vendita di armi da fuoco a minori di 21 anni, impugnando la disposizione dopo la strage di Parkland sostenendo che tale restrizione avrebbe violato i diritti costituzionali degli individui tra i 18 e 21 anni.

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