12:36 07 Maggio 2021
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Nei giorni scorso tre alpinisti sono morti e altri tre dispersi nel tentativo di ascendere la vetta. Salvi gli italiani Mattia Ignazio Conte e Tamara Lunger, rientrati alla base.

Conclusa a causa delle cattive condizioni metereologiche la prima spedizione invernale sul K2, la seconda vetta più alta del mondo, costata già la vita a diversi alpinisti.

Nella stagione 2020-2021 solo una spedizione composta da 20 nepalesi è riuscita nell'impresa storica di conquistare la cima, nonostante le proibitive condizioni climatiche, nella stagione invernale. 

Il gruppo di 50 alpinisti occidentali era giunto in Pakistan lo scorso 19 dicembre, ma sin dall'inizio l'impresa si era rivelata ostile. Secondo quanto trapelato da alcune indiscrezioni, la sfida della missione sull'Himalaya era quella di scalare il K2 "senza ossigeno, ma nella spedizione in diversi hanno perso la vita. 

A metà gennaio un incidente ha causato la morte dello spagnolo Sergio Mingote Moreno, nella stessa cordata dell'altoatesina Tamara Lunger, poi ritirata dalla spedizione. Pochi giorni fa ha perso la vita a causa della rottura di una corda il bulgaro Atanas Skatov. In maniera analoga è morto lo scalatore russo-americano Alex Goldfarb.

Risultano invece dispersi dallo scorso venerdì  l’islandese John Snorri, il pakistano Ali Sadpara e il cileno Juan Pablo Mohr. Oltre all'italiana Lunger, ha preso parte all'impresa Mattia Ignazio Conte, anch'egli ritirato. 

Il K2, con i suoi 8.609,02 metri di altitudine, la seconda vetta più alta al mondo dopo l'Everest. La cima è stata conquistata per la prima volta nel 1954 dalla spedizione italiana di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli.

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Nepal, Pakistan
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