03:55 02 Marzo 2021
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L'appello a Mattarella degli italiani bloccati in Brasile dal 16 gennaio: "L'ordinanza del ministro Speranza va contro le linee guida dell’Unione Europea e viola la Costituzione italiana, fateci tornare a casa".

Chiedono al ministro della Salute Roberto Speranza di fare “un’eccezione all’ordinanza” emessa lo scorso 16 gennaio che bloccava i voli provenienti dal Brasile per contenere la diffusione della variante brasiliana del virus, per permettere “ai cittadini italiani residenti in Italia che ora si trovano in territorio brasiliano di poter rientrare a casa in sicurezza, con obbligo di tampone e quarantena, come hanno fatto gli altri stati europei con i propri cittadini”.

È quanto messo nero su bianco dai 1500 italiani bloccati nel Paese da quasi un mese in una lettera inviata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L’ordinanza ministeriale, attaccano i concittadini bloccati in Sud America, “va contro le linee guida dell’Unione Europea, viola la Costituzione italiana e l’articolo 13 dei diritti umani universali: ogni cittadino ha il diritto di ritornare al proprio Paese”.

“Purtroppo per gli italiani non si può fare una previsione di rientro, sono abbandonati in Brasile, senza assistenza, - denunciano - dato che l’ambasciata e i consolati dicono, quando rispondono, di non poter fare altro”.

Si tratta, in alcuni casi, si legge nella missiva, di “bambini che rischiano di perdere l’anno scolastico, famiglie separate, persone affette da malattie che hanno bisogno di farmaci specifici e cure mediche, persone minacciate di essere licenziate se non tornano al lavoro”.

“Lasciare queste persone in un Paese ad altro rischio contagio – denunciano i nostri connazionali - è un abbandono crudele. In Brasile rischiano effettivamente di contagiarsi e poi di dover perire sotto la malasanità che aggrava le condizioni di questo Paese”.

La richiesta è quella di “poter fare rientro presso il proprio domicilio in sicurezza”. Il gruppo ha lanciato anche una petizione online, fa sapere via social il portavoce, Sergio Velloso.

Su Facebook, invece, è nata una pagina che raccoglie le storie di chi ancora non riesce a tornare a casa. C’è chi ha chiesto aiuto al sindaco della propria città e storie di mamme che denunciano di essere rimaste sole senza supporto con bambini o figli minorenni, in attesa di rientrare nel proprio Paese.

Ora, la speranza è appesa ad un intervento del capo dello Stato. “La nostra lettera è arrivata nelle mani del nostro presidente”, scrive sui social Velloso.

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