03:00 05 Marzo 2021
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Alcuni diplomatici europei hanno preso parte a manifestazioni non autorizzate a sostegno del blogger russo Alexei Navalny, di recente condannato a tre anni mezzo di carcere.

La Russia ha espulso diplomatici di Germania, Polonia e Svezia per aver partecipato a manifestazioni illegali a sostegno di Alexei Navalny. Lo ha dichiarato questo venerdì il ministero degli Esteri russo, confermando precedenti lanci di agenzie.

Poco prima EU Observer, citando fonti anonime dell'Unione, aveva riferito dell'espulsione di i tre diplomatici dalla Russia. La decisione sarebbe arrivata in seguito ai colloqui tra il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e l'Alto rappresentante dell'UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell, per la prima volta in visita a Mosca.

Subito dopo la pubblicazione, il ministero degli Esteri svedese ha confermato che il loro diplomatico era stato espulso.

Una fonte a Mosca ha riferito alla stampa che un diplomatico svedese aveva preso parte a una manifestazione non autorizzata a San Pietroburgo il 23 gennaio. L'ambasciata svedese ha confermato la presenza del diplomatico, specificando però che si trovava lì solo per assistere all'evento. 

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando le azioni delle ambasciate occidentali riguardo ad azioni non coordinate in Russia e la presenza di diplomatici al processo nel caso Navalny, ha detto che Mosca "affronterà ogni caso del genere".

Tribunale di Mosca
La moglie di Alexey Navalny durante l'udienza

La vicenda giudiziaria di Alexey Navalny

Alexey Navalny è destinatario di due provvedimenti di condanna condizionali. Il primo, riguardante il caso "Kirovles", gli vede contestata l'appropriazione indebita di oltre 16 milioni di rubli (circa 150mila euro); il secondo, nel caso Yves Roche, l'appropriazione indebita di oltre 30 milioni di rubli (circa 300mila euro).

I giudici in precedenza avevano già esaminato tre volte (2015, 2016 e 2017) la richiesta del Servizio Penitenziario federale russo di tramutare in reale la pena condizionale a cui era sottoposto Navalny, ed in tutti e tre i casi si sono espressi in maniera contraria, prolungando il periodo di prova.

Secondo il Servizio penitenziario federale, Navalny per più di 50 volte non ha rispettato l'obbligo di presentazione presso la polizia giudiziaria due volte al mese ed ha ricevuto numerose sanzioni amministrative.

Le accuse secondo cui Navalny sarebbe perseguitato esclusivamente per le sue attività politiche sono state confutate dalla Corte europea dei diritti dell'uomo: Strasburgo non ha ravvisato motivazioni politiche nel caso Yves Rocher (per il quale Navalny è accusato di aver violato la pena condizionale ricevuta), ed ha sancito un risarcimento per gli arresti domiciliari, interamente versato dalle autorità russe.

Nel mese di dicembre 2020 il Comitato Investigativo della Federazione Russa ha annunciato l'avvio di un nuovo procedimento penale contro Navalny per frode. Secondo gli inquirenti, su 588 milioni di rubli raccolti (oltre 6 milioni di euro) sotto forma di donazioni per i suoi progetti, Navalny avrebbe speso più di 356 milioni di rubli (circa 4 milioni di euro) per scopi personali.

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diplomatici, Alexey Navalny, Russia
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