16:11 17 Maggio 2021
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Come prima mossa il Pentagono revisionerà i programmi dell'amministrazione Trump di ritirare parte delle truppe presenti in Afghanistan e Iraq.

Con una nota pubblicata nella giornata di gioved, ìl segretario alla Difesa americana Lloyd Austin ha annunciato l'intenzione da parte dell'amministrazione Biden di rivedere la questione del dispiegamento di truppe statunitense in giro per il mondo.

"Sotto indicazione del Presidente, il Dipartimento d'ora in avanti condurrà una revisione globale della sua presenza militare, della distribuzione delle risorse, delle strategie e delle missioni", si legge nel comunicato.

Il funzionario ha quindi aggiunto che il ridislocamento e l'eventuale ritiro di militari americani dai diversi scenari sarà effettuato in accordo con i Paesi alleati:

"Consulteremo i nostri alleati e i nostri partner nel corso della revisione", ha precisato Austin.

La scorsa settimana il Wall Street Journal aveva lanciato alcune indiscrezioni su un possibile aggiustamento del contingente americano in Afghanistan e Iraq, senza tuttavia precisare se si sarebbe trattato di un aumento o di una diminuzione degli effettivi.

Nella pubblicazione si faceva riferimento al fatto che la forza americana presente in questi due Paesi non risulterebbe essere abbastanza numerosa per la conduzione di operazioni di anti-terrorismo e per garantire, al tempo stesso, la prosecuzione dell'addestramento di forze locali.

© AP Photo
Militari USA in Iraq

L'eredità di Trump e la politica estera di Biden

Già prima di installarsi nel suo ruolo, il segretario alla Difesa Austin aveva annunciato la propria intenzione di rivedere l'impegno militare americano in Medio Oriente per concentrarsi su altre sfide "tra cui la Cina e la Russia", bloccando il ritiro delle truppe statunitensi stanziate in Germania.

La precedente amministrazione Trump aveva infatti già pianificato il ridispiegamento dei contingenti presenti attualmente nella Repubblica federale tedesca, dopo il fallimento del governo di Berlino nel destinare il 2% del proprio bilancio alle spese militari NATO.

L'ex numero uno della Casa Bianca, infatti, sin dal proprio insediamento nel 2016 aveva esercitato pressioni sui partner dell'Alleanza Atlantica affinché questi incrementassero la propria spesa militare e aveva promesso di mettere fine alle "guerre senza fine" dell'America e di riportare l'esercito a casa.

Effettivamente, nel corso il suo mandato, il tycoon era riuscito ad effettuare tagli consistenti alla forza di pace presente in Iraq, assicurandosi al contempo un accordo di pace con i Talebani in Afghanistan

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