12:04 02 Marzo 2021
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Risultano essere detenuti dodici agenti della polizia messicana nello stato di Tamaulipas. Sono accusati di un'uccisione di massa di migranti, lungo la tratta che porta al confine gli USA.

Il macabro evento in cui 19 persone sono state uccise si è verificato a gennaio a Camargo, municipalità dello stato di Tamaulipas. Secondo quanto riportato da El Pais, un gruppo di assassini ha sparato a queste persone e poi ha bruciato i loro corpi.

I corpi carbonizzati sono stati messi in degli autocarri. 16 di loro erano uomini, una donna, il grado di decomposizione di altri due corpi non ha permesso di identificare il sesso. A ieri, l'identità di solo quattro persone è stata scoperta: sono due messicani e due migranti guatemaltechi.

Secondo le autorità, questo massacro è il risultato di uno scontro tra cartelli di droga. Le forze dell'ordine non precisano quale sarebbe stato il movente dei poliziotti detenuti per partecipare all'esecuzione sommaria.

La zona al confine tra gli stati Tamaulipas e Nuevo Leon negli scorsi mesi ha registrato alcuni scontri violenti, che le autorità attribuiscono a due gruppi criminali, il cartello del Noreste e la banda Los Metros del cartello del Golfo. Questi ultimi lottano per il controllo del traffico di droga e migranti attraverso il cosiddetto "piccolo confine", a circa tre ore di macchina da Texas, verso gli Stati Uniti.

A gennaio nello stato messicano del Vera Cruz dodici allevatori sono morti in una lite, causata, secondo gli inquirenti, dalle divergenze di interessi economici.

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