19:43 07 Marzo 2021
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Lunedì l'esercito del Myanmar ha effettuato l'arresto del Consigliere di Stato Aung San Suu Kyi e del presidente Win Myint, dichiarando un anno di stato di emergenza.

La scorsa settimana il Fondo Monetario Internazionale ha inviato 350 milioni di dollari in contanti al governo del Myanmar come parte di un pacchetto di aiuti di emergenza per aiutare il Paese a contrastare la pandemia di Covid-19.

A riferirlo quest'oggi all'agenzia di stampa Reuters è un portavoce della stessa organizzazione, esprimendo preoccupazione per gli eventi che hanno interessato nelle scorse ore il Paese asiatico.

Il funzionario ha quindi precisato che il denaro è stato recapitato pochi giorni prima dell'arresto da parte dei militari della Consigliera Aung San Suu Kyi e di altre figure di spicco della Lega Nazionale per la Democrazia (LND).

Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato di Myanmar
© Sputnik . Alexey Nikolsky
Aung San Suu Kyi, Consigliere di Stato di Myanmar

Citando delle fonti anonime, Reuters ha poi chiarito che il Fondo Monetario Internazionale si troverebbe adesso in una posizione alquanto complicata, dal momento che non avrebbe grande spazio di manovra per poter recuperare i fondi.

In precedenza lo stesso FMI aveva espresso l'auspicio circa il fatto che gli aiuti economici avrebbero potuto assicurare al governo birmano la liquidità per finanziarie le misure necessarie a garantire la stabilità macroeconomica del Paese.

Min Aung Hlaing, comandante militare di Myanmar
© AFP 2021 / Ye Aung Thu
Min Aung Hlaing, comandante militare di Myanmar

l golpe dell'esercito in Myanmar

La giornata di lunedì, quella che in Myanmar avrebbe dovuto formalizzare i risultati delle elezioni dello scorso 8 novembre, quando la NLD di Aung San Suu Kyi aveva ottenuto l’83 per cento dei seggi disponibili, è sfociata in quello che è a tutti gli effetti definibile un colpo di stato militare.

Qualche giorno fa, dopo aver provato ad appellarsi alla Corte Suprema per contestare l'esito del voto, i militari avevano minacciato di passare all’azione, circondando il Parlamento con i soldati.

E così, dopo aver visto rifiutate le proprie istanze, l’esercito ha arrestato i leader della NLD, tagliato le linee telefoniche ed internet, cancellato tutti i voli e proclamato un anno di stato d’emergenza. Una prerogativa, quest’ultima, riservata all’esercito dalla costituzione del 2008.

In un attimo il Paese, che dal 2011 aveva iniziato il proprio percorso di riforme democratiche è ripiombato nei suoi anni più bui. A finire dietro le sbarre, oltre ad Aung San Suu Kyi e al presidente U Win Myint, sono stati i principali ministri, gli oppositori politici, scrittori e attivisti, per un totale di circa 45 persone.

Con la presa di potere, i militari hanno dichiarato un anno di stato di emergenza e hanno sospeso tutti i voli domestici e internazionali fino al prossimo mese di giugno.

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