16:34 07 Marzo 2021
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Nella giornata di ieri i militari del Myanmar hanno eseguito l'arresto di Aung San Suu Kyi e di altre 45 persone tra ministri, oppositori politici, scrittori e attivisti.

Il governo militare del Myanmar ha diffuso una nota in cui viene annunciata la sospensione di tutti i voli da e per il Paese, inclusi quelli domestici.

A riferirlo è il Myanmar Times, che ha riferito di aver visto una copia del comunicato con il quale venivano revocate le licenze per tutti i voli domestici, internazionali e di soccorso fino alle 23:59 ora locale del prossimo 31 di maggio.

Oltre alla sospensione dei voli, l'esecutivo ieri ha dichiarato lo stato di emergenza nel Paese per il periodo di un anno.

La giornata di ieri, quella che in Myanmar avrebbe dovuto formalizzare i risultati delle elezioni dello scorso 8 novembre, quando la NLD di Aung San Suu Kyi aveva ottenuto l’83 per cento dei seggi disponibili, è sfociata in quello che è a tutti gli effetti definibile un colpo di stato militare.

Qualche giorno fa, dopo aver provato ad appellarsi alla Corte Suprema per contestare l'esito del voto, i militari avevano minacciato di passare all’azione, circondando il Parlamento con i soldati.

E così, dopo aver visto rifiutate le proprie istanze, l’esercito è passato dalle parole ai fatti, arrestando i leader della NLD, tagliando le linee telefoniche ed internet, cancellando tutti i voli e proclamando un anno di stato d’emergenza. Una prerogativa, quest’ultima, riservata all’esercito dalla costituzione del 2008.

In un attimo il Paese, che dal 2011 aveva iniziato il proprio percorso di riforme democratiche è ripiombato nei suoi anni più bui. A finire dietro le sbarre, oltre ad Aung San Suu Kyi e al presidente U Win Myint, sono stati i principali ministri, gli oppositori politici, scrittori e attivisti, per un totale di circa 45 persone.

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