21:32 25 Febbraio 2021
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Secondo il Government Accountability Office (GAO), l'amministrazione dell'ex presidente Donald Trump ha speso 200 milioni di dollari per donare 8.700 ventilatori polmonari all'estero in qualità di assistenza umanitaria nella prima ondata della pandemia di coronavirus.

Il GAO ha rilevato che l'iniziativa è stata ampiamente influenzata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale della Casa Bianca di Trump, ricevendo pochi, se non nessuno, input da parte dei funzionari dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (USAID), che ha il compito di organizzare ed implementare l'assistenza ai Paesi stranieri.

"Secondo USAID, il Consiglio di Sicurezza Nazionale ha comunicato all'agenzia le decisioni del governo degli Stati Uniti in merito alle donazioni di ventilatori, inclusi i Paesi destinatari, le quantità ed i produttori", si legge nel rapporto, aggiungendo che "il programma di donazione dei ventilatori non faceva parte della strategia iniziale per la risposta al Covid-19."

Non è chiaro quali linee guida stessero seguendo i funzionari dell'amministrazione Trump nell'elargizione di questo tipo di assistenza, soprattutto alla luce del fatto che centinaia di ventilatori sono stati spediti in Paesi che avevano pochi casi di Covid rispetto ad altri certamente più bisognosi di aiuti.

Il rapporto GAO afferma che El Salvador ha ricevuto circa 600 ventilatori quando aveva solo 74 casi di COVID-19, mentre la Bolivia aveva oltre 1.500 contagi e gli erano stati concessi solo 200 ventilatori.

In alcuni casi molti Paesi in cui non erano stati segnalati casi, come Nauru, Kiribati e Papua Nuova Guinea, hanno ricevuto molti dei costosi dispositivi di respirazione assistita.

Con l'amministrazione Trump, USAID ha fornito circa 8.722 ventilatori a 43 paesi, tra cui Brasile, Indonesia, Sud Africa, Ghana, Perù e Paraguay; sono inoltre emerse preoccupazioni poiché i funzionari hanno presto stabilito di non essere in grado di individuare esattamente dove finivano alcuni ventilatori.

Sebbene l'USAID possa confermare che tutti i ventilatori sono stati spediti nel Paese di destinazione, l'agenzia non è sicura della posizione esatta della maggior parte dei dispositivi respiratori all'interno di ciascuna nazione, ha rilevato il Government Accountability Office.

Al momento, i funzionari USAID conoscono solo le posizioni specifiche per i ventilatori in 12 dei 43 Paesi destinatari e hanno ricevuto solo "liste di distribuzione pianificate" da altri 11. Per i restanti 20 Paesi destinatari, l'agenzia non ha ancora ricevuto alcun piano che suggerisca come sono stati distribuiti i ventilatori.

Sebbene non sia chiaro quanto tempo ci vorrà, il rapporto GAO rileva che USAID da allora ha adottato misure per iniziare a rintracciare i ventilatori collaborando con i produttori e le società coinvolte nel trasporto.

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USAID, Coronavirus, USA
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