05:19 16 Maggio 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (390)
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La notizia dell'uso di tamponi anali per i test COVID-19 nei distretti di Pechino di Daxing e Dongcheng ha sorpreso i netizen cinesi che hanno mostrato tutte le loro preoccupazioni sui social. Ieri i media nazionali hanno ridimensionato la notizia rassicurando che i tamponi anali non sono adatti ai test di massa e ne verrà fatto un uso limitato.

I distretti di Pechino di Daxing e Dongcheng avevano iniziato venerdì scorso dei test di massa dopo che un bambino di nove anni era risultato positivo al ceppo più virulento del virus scoperto in Inghilterra il mese scorso. La notizia che più di un milione di residenti duranti tali test fossero stati sottoposti a tamponi anali, oltre che faringei e nasali, aveva sconvolto molti lettori cinesi e ieri, il GlobalTimes, quotidiano tabloid governativo cinese in lingua inglese, ha pubblicato una sorta di rettifica per tranquillizzare la popolazione.

Il metodo, si legge, è sì più accurato dei tamponi nasali e faringei, ma ‘scomodo’ per chi vi si sottopone e poco adatto ai test di massa. Secondo il giornale, tale metodo di screening verrà utilizzato solo in alcune città cinesi, come Pechino e Qingdao, tra alcuni gruppi ad alto rischio, come gli arrivi dall'estero.

Sui social, e su alcuni media come il Beijing News, erano apparse le testimonianze di cittadini che si erano sottoposti a questo tipo di test e lo avevano descritto come imbarazzante e anche piuttosto invadente.

“Ma il metodo è stato utilizzato solo su pochi gruppi chiave”, precisa ora il GlobalTimes, dopo che nei giorni precedenti si era diffusa la notizia che sarebbe stato fatto un controllo di massa con questi tamponi.

Shanghai aveva utilizzato il test del tampone anale come uno degli standard per la dimissione dei pazienti COVID-19 dagli ospedali all'inizio del 2020, ma in seguito aveva abbandonato il requisito, ha detto Lu Hongzhou, co-direttore del Centro clinico di sanità pubblica di Shanghai presso l'Università Fudan di Shanghai al Global Times.

Con l'aumento della pressione per il controllo dell'epidemia, alcune città cinesi hanno anche implementato il metodo per gruppi chiave, comprese le persone di ritorno dall'estero e per parenti in stretto contatto con soggetti contagiati, ma non si tratta di un metodo che verrà utilizzato per le verifiche di massa, assicura il giornale.

Vista la spiacevole esperienza implicita nell'effettuare tali test, alcuni netizen si erano chiesti se fosse proprio necessario adottare il metodo in aggiunta a quelli attuali, che comunque finora si sono dimostrati efficaci.

Il dottor Lu Hongzhou in risposta, ha spiegato che i test con tamponi anali sono più stabili e accurati dei tamponi per naso e gola e che è più probabile che si ottengano campioni inutilizzabili e risultati errati con questi ultimi. Gli scienziati hanno anche scoperto che l'eliminazione del coronavirus nei tamponi nasali e faringei è più veloce rispetto ai tamponi anali, il che significa che per i portatori asintomatici e coloro che hanno superato la fase dei sintomi respiratori i tamponi anali sono più adatti.

Tuttavia lo stesso Lu, ha ammesso che i tamponi anali non siano affatto realistici per i test di massa e ha sostenuto piuttosto che siano da consigliare per gli arrivi internazionali e ai gruppi ad alto rischio sotto osservazione medica per garantire l'accuratezza del test.

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