15:23 05 Marzo 2021
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L'auspicio della Cina è che la squadra di tecnici dell'OMS possa lavorare senza interferenze politiche esterne.

La Cina ha lanciato un monito agli Stati Uniti contro un'eventuale politicizzazione delle indagini dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sull'origine della pandemia di coronavirus.

Pechino ha invitato Washington a non interferire con il lavoro degli scienziati attualmente al lavoro sulla questione, i quali devono essere lasciati liberi di portare a termine il proprio compito senza influenze di natura politica.

Le autorità cinesi, per voce del portavoce del Ministero degli Esteri Zhao Lijan hanno quindi espresso l'auspicio che gli Stati Uniti "rispettino i fatti e la scienza e il duro lavoro del team di esperti dell'OMS".

Nelle scorse ore, in una nota, la Casa Bianca, aveva confermato di seguire da vicino i lavori della squadra di tecnici attualmente al lavoro in Cina per verificare l'eventuale origine del virus in Cina.

La task force OMS in Cina

Lo scorso 14 gennaio una task force dell'OMS, composta da un totale di dieci persone, è giunta in Cina per condurre "una ricerca congiunta con gli scienziati cinesi" sull'origine del Covid-19, come riferito dalle autorità cinesi in una nota.

Nel corso della loro visita gli esperti hanno soggiornato a Wuhan, la città nella quale sono stati individuati i primi casi al mondo di infezione da SARS CoV-2.

Le accuse americane sull'origine del coronavirus

La vecchia amministrazione americana ed in particolar modo l'ex presidente Trump hanno accusato ripetutamente la Cina di aver nascosto informazioni di fondamentale importanza sull'origine del Covid-19, avanzando addirittura l'ipotesi che l'agente patogeno possa essere stato creato in un laboratorio dell'Istituto di virologia di Wuhan.

Proprio Donald Trump in numerose occasioni si è riferito al Covid-19 definendolo "il virus cinese", invocando un'inchiesta internazionale sull'operato di Pechino all'inizio della pandemia e sostenendo che le autorità cinesi abbiano volutamente sminuito la gravità della pandemia.

Nel mese di maggio 2020, tuttavia, il direttore dell'intelligence americana ha rilasciato delle dichiarazioni, confermando che non sussistono prove a sostegno della tesi che il Covid-19 sia stato geneticamente modificato e abbia subito interventi da parte dell'uomo.

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