02:54 05 Marzo 2021
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Teheran avrebbe aperto ad un ritorno alle trattative con Washington ma soltanto qualora la parte americana si impegni a rispettare le precondizioni avanzate dall'Iran.

Nel corso dei colloqui con alcuni rappresentanti della nuova amministrazione americana, i diplomatici dell'Iran avrebbero posto sette precondizioni a Washington per riavviare i negoziati sul programma nucleare iraniano.

E' quanto emerge da un reportage del giornale kuwaitiano al-Jarida, che cita come fonte un'anonimo funzionario vicino alla presidenza di Hassan Rouhani.

Come prima precondizione, Teheran ha chiarito di essere pronta ad accettare unicamente una totale rimozione delle sanzioni; in secondo luogo l'Iran pretenderebbe da Washington che ogni questione relativa agli accordi venga discussa solamente a livello ufficiale.

La terza precondizione riguarda invece l'impegno da parte dei Paesi contraenti di non considerare all'interno dell'accordo nucleare questioni considerate come separate, quali il programma missilistico e le attività all'estero.

Inoltre, come quarta condizione viene posta quella di non estendere ad altri Paesi, compresi anche quelli arabi, la partecipazione all'accordo sul nucleare di Vienna.

In quinto luogo, viene fatta richiesta di discutere la questione relativa agli altri stati della regione del Golfo arabico in maniera separata senza includerli nelle trattative sull'arricchimento dell'uranio.

La sesta precondizione è invece quella riguardante la disponibilità alla discussione sul programma missilistico iraniano, alla quale Teheran si sarebbe detta disposta ad aprire solo al livello di trattative regionali sotto la supervisione delle Nazioni Unite.

Infine, l'Iran ha chiarito di non avere intenzione di trattare per una soluzione a due Paesi della questione israelo-palestinese, chiedendo invece lo svolgimento di un referendum sotto la supervisione ONU al quale possano partecipare tanto gli israeliani quanto i palestinesi.

Stando a quanto riportato, le trattative avrebbero avuto inizio già prima dell'insediamento ufficiale di Joe Biden, e starebbero proseguendo ancora oggi in via non ufficiale.

Nel giorno dell'inaugurazione di Joe Biden come 46esimo presidente degli Stati Uniti, il capo di stato iraniano Hassan Rouhani ha auspicato che con l'arrivo alla Casa Bianca del democratico possa avvenire un ritorno all'accordo sul nucleare del 2015.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (PACG)

Il PACG (Piano d'azione congiunto globale) è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea.

L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.

Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran.

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