20:29 07 Marzo 2021
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Ad annunciare i ritardi della casa farmaceutica anglo-svedese è la commissaria Ue alla Salute Stella Kyriakides. L'azienda consegnerà all'Ue il 60 per cento in meno delle dosi previste nel primo trimestre.

“Durante la riunione del comitato direttivo degli Stati membri sulla strategia vaccinale dell’Ue i rappresentanti AstraZeneca hanno annunciato ritardi nella consegna dei vaccini rispetto alle previsioni per il primo trimestre di quest’anno”. Lo ha comunicato ieri via Twitter la commissaria alla Salute e Sicurezza Alimentare, Stella Kyriakides.

Una doccia fredda per l’Italia, che puntava a rimpiazzare proprio con il siero sviluppato tra Oxford e Pomezia le dosi in meno inviate dalla Pfizer, che in queste settimane ha ridotto del 29 e 20 per cento il quantitativo di fiale spedite nel nostro Paese.

Una situazione che rischia di incidere negativamente sull’andamento della campagna vaccinale. L’annuncio di Astrazeneca arriva ad una settimana dal pronunciamento dell’Ema sull’approvazione del siero.

Il Financial Times, citando fonti di Bruxelles, parla di “ammanchi significativi”. Per il primo trimestre dell’anno, infatti, erano attese 100 milioni di dosi. Ma quelle che saranno effettivamente consegnate, assicura chi ha partecipato alla riunione, saranno “meno della metà”.

I rappresentanti della casa farmaceutica anglo-svedese hanno fatto sapere che non c’è ancora una “data stabilita” per l’inizio delle consegne - il vaccino non ha ancora ricevuto il via libera da parte dell'Ema -, ma che, si legge sempre sul Financial Times, “i volumi iniziali saranno inferiori a quelli anticipati in origine a causa della resa ridotta di uno dei siti di produzione europei”. Si parla del 60 per cento di dosi in meno.

L’Italia, quindi, come si legge su Repubblica, potrebbe ritrovarsi con sole 7 milioni di dosi nel primo trimestre dell’anno, rispetto alle 16 milioni attese.

Potrebbe essere quindi necessario modificare il cronoprogramma, cercando di dare la priorità ai richiami, assicurando a chi ha già ricevuto la prima iniezione, la somministrazione della seconda dose, quella che assicura l’immunità.

Sicuramente, quindi, l’avvio della vaccinazione per gli over 80 subirà ritardi rispetto alla tabella di marcia immaginata inizialmente.

Nelle regioni italiane, intanto, cresce l’insofferenza, con De Luca che minaccia di voler impugnare il piano messo a punto dal commissario Domenico Arcuri, e l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, che ieri ha chiesto di poter usare il vaccino russo Sputnik V per sopperire alla mancanza di dosi.

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