22:32 25 Febbraio 2021
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In una lettera aperta al Times accusano il governo di non aver raggiunto un accordo con l'Ue sulla libertà di movimento all'interno dell'area Schengen per musicisti e attrezzature. E così molti potrebbero ritrovarsi costretti ad annullare i tour in Europa.

Ci sono Elton John, Liam Gallagher, Sting, Ed Sheeran, Radiohead, e tanti altri, tra i firmatari della lettera indirizzata a Downing Street, che accusa il governo britannico di non aver fatto abbastanza per tutelare i musicisti nell’era post Brexit.

Il premier Boris Johnson, accusano i big del panorama musicale inglese, ha “vergognosamente abbandonato” gli artisti inglesi.

Il punto sollevato dagli oltre 100 cantanti e musicisti che hanno scritto la lettera aperta pubblicata sul Times, è che l’accordo raggiunto con l’Ue lascia in sospeso la questione della libertà di movimento per i tour nei Paesi europei.

Di conseguenza, si legge in uno stralcio della missiva ripresa dalla Bbc, “chiunque vorrà fare tour musicali in Europa avrà bisogno di costosi permessi di lavoro per i molti Paesi che visiterà e una montagna di documenti per la propria attrezzatura”. 

Il risultato, denunciano gli artisti, è che i costi extra dell’operazione porteranno sul lastrico molti performers. Si parla soprattutto di artisti emergenti. Quelli che non hanno alle spalle grandi case discografiche pronte a farsi carico delle spese aggiuntive.

Come si legge su Europa Today, infatti, al momento gli artisti e i loro collaboratori avrebbero bisogno di un visto diverso per ogni Paese interessato dal tour, oltre che di permessi per le attrezzature del valore di 350 sterline.

L’idea avanzata dall’Unione dei musicisti (MU), quindi, è quella dell’introduzione di un “passaporto” specifico per gli operatori del settore, della durata di almeno due anni, che lasci libertà di movimento all’interno dell’area Schengen.

Per supportare la proposta è nata anche una petizione su change.org che ha raccolto già 115.000 firme.

​“Chiediamo al governo di fare subito quello che aveva promesso e di negoziare condizioni di viaggio agevolate per gli artisti britannici e le loro attrezzature”, è l’appello dei musicisti, che chiedono che lo stesso avvenga per i “fan che vogliono assistere alle esibizioni nel Regno Unito”.

“Rivolgetevi a Bruxelles”, è la replica del governo, che fa sapere di tenere seriamente in considerazione le richieste dei musicisti.

“Siamo assolutamente d’accordo sul fatto che i nostri musicisti debbano essere messi nelle condizioni di lavorare in Europa”, fanno sapere da Downing Street in una nota, in cui il governo specifica di aver inoltrato una proposta di questo tipo, ma che l’Ue l’ha “ripetutamente rigettata”.

Mercoledì prossimo è previsto un incontro tra il segretario di Stato alla Cultura, Oliver Dowden e una rappresentanza del settore per discutere della questione.

La ministra Caroline Dinenage, all’inizio di questa settimana, aveva detto che l’offerta formulata dall’Ue “non era compatibile con l’intenzione del governo di riprendere il controllo delle proprie frontiere”.

Tuttavia, ha aggiunto, l’esecutivo britannico lascia la “porta aperta”, qualora a Bruxelles volessero considerare le proposte di Londra per raggiungere un accordo specifico per quanto riguarda i tour musicali.

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