02:31 28 Febbraio 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (324)
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L'artista internazionale Leo Bassi presenta una mostra dove mette in discussione le regole del mercato, il potere della religione e persino la capacità di fare umorismo di fronte a una crisi come quella del coronavirus. Sputnik lo ha intervistato per conoscere meglio il suo umorismo nero e introspettivo sui problemi del nostro tempo.

Leo Bassi è un giocoliere, attore e comico, nato negli Stati Uniti nel 1952 da una famiglia di circensi tra i quali alcuni avi di origine italiana da cui il cognome ha vissuto in Francia, Medio Oriente, Giappone, Italia e attualmente risiede in Spagna con frequenti trasferte in America Latina.

A partire da numeri circensi spettacolari da giocoliere, in cui abbinava sprezzo del pericolo, compiacimento trash e arte dello spiazzare, come il numero in cui affettava i cocomeri al volo con la motosega o come i concerti con il ‘detonofono’, un marchingegno che emette esplosioni comandate da una tastiera, Bassi nel tempo è andato specializzandosi in spettacoli umoristici via via sempre più caratterizzati da una satira critica e a volte feroce nei confronti dei vizi e difetti dei nostri tempi.

Egli stesso ama definirsi un “don Chisciotte che tenta di cambiare il mondo a suon di cazzate”.

Nell’intervista concessa a Sputnik emerge soprattutto il concetto di ‘giullare’, di ‘clown’. Un giullare è un cittadino comune che anima la corte, ma anche colui che mostra i difetti del Re. Sin dal Medioevo, ha usato il suo ingegno per far ridere e criticare il potere. Gli affari di palazzo o l'esercizio politico erano il materasso delle sue acrobazie spiega l’artista.

L'utilità dei giullari

La teoria di Bassi è in pratica che storicamente la figura del giullare prima, e del clown poi, siano state figure fondamentali nelle nostre società. Scherzandoci sopra, hanno permesso la critica del sistema e di analizzare, ma con il sorriso, pur se con un sorriso spesso amaro, tutti i limiti e difetti del nostro vivere.

Secoli dopo la nascita di questa figura, l'artista mantiene quello spirito umoristico e irriverente. Il suo ruolo, dice, è quello di denunciare in maniera comprensibile le atrocità del sistema. Senza ideologie, senza intellettualità, senza censura. Ogni scherzo è permesso. E questo processo di introspezione in forma leggera, ma metodica profonda, deve andare avanti sempre e comunque. Anche di fronte alla pandemia cui stiamo assistendo, sostiene Bassi.

"Basta guardare, osservare, rendersene conto", ha detto Bassi a Sputnik, "In Spagna, grazie all'assistenza sanitaria gratuita, molte persone sono state salvate. Negli Stati Uniti, dove sono nato, stiamo assistendo a casi di chi non può andare in ospedale o di chi riceve bollette milionarie che non potrà mai pagare dopo aver lasciato la terapia intensiva dopo diversi giorni".

Per esorcizzare le paure dei nostri giorni, Il comico internazionale ha quindi preparato “Pandemia! L'Acojonavirus”, un'opera in cui medita su questa epidemia.

​Ma subito dietro le battute, gli scherzi e i lazzi, Bassi, come un vero moderno giullare, punta il dito sulle debolezze del Re e mostra al pubblico la sua analisi critica che egli stesso semplicemente riassume così: “La crisi sanitaria è servita a dimostrare l'inutilità del neoliberismo o della religione e rafforzare l'idea che la salute pubblica sia essenziale”.

Cosa salviamo della pandemia 

"Il coronavirus ci ha influenzati in maniera diversa, ma ha colpito tutti", ha spiegato Bassi a Sputnik, "ma anche i più liberali alla fine hanno chiesto il controllo centralizzato di alcuni prodotti o hanno chiesto sussidi in determinati settori".

La tesi dell’artista è che di fronte ad una crisi comune, persino i più liberali sia siano resi conto che alcune risposte debbano essere collettive.

“Ci sono persone molto fragili. Io ad esempio viaggio molto in aereo e ogni volta devo fare una PCR. Costa 140 euro, cosa che non tutti possono permettersi. E abbiamo visto quello che è successo nella comunità di Madrid, dove si sono presi cura dei nonni delle residenze con assicurazione privata e gli altri no. È un delitto che in altri tempi avrebbe portato i responsabili alla ghigliottina della piazza del paese", ha detto ritornando alle iperboli tipiche del suo ruolo.

“Un altro esempio è il vaccino”, ha poi spiegato, “Le trattative per ottenerlo sono state governative, ma il prezzo oscillava quando era nelle mani delle aziende farmaceutiche. Perché secondo voi Israele ha già vaccinato il 30% della popolazione? Perché ha pagato il triplo la Pfizer", spiega Bassi puntando il dito sulle leggi del capitale che, egli sostiene, finché avranno la priorità sarà difficile giungere a soluzioni collettive e non individuali.

"Se c'è qualcosa di buono in questa tragedia, è che ci ha fatto apprezzare l'essenziale, come dare un bacio o un abbraccio a una persona cara. Ed è importante: prima si credeva che la cosa migliore per un fine settimana fosse fare shopping in un centro commerciale ", ha concluso il clown – giullare – giocoliere – Don Chishotte che, prima ancora di far ridere gli spettatori, vorrebbe farli riflettere.

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