01:28 08 Marzo 2021
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La polizia tunisina ha arrestato oltre 870 persone che hanno partecipato a rivolte in diverse città del Paese, ha riferito il canale televisivo Al-Arabiya.

Gli episodi di violenza si registrano nella Tunisia da alcuni giorni. Secondo quanto riportato dai media, gli scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine hanno avuto luogo in almeno 15 città del paese, tra cui la capitale e l'importante centro turistico di Susa (Sousse).

Ai disordini partecipano per lo più giovani caratterizzati da comportamenti particolarmente aggressivi. La polizia usa i gas lacrimogeni per disperderli. In alcune città sono state schierate unità dell'esercito per proteggere le istituzioni statali.

"La polizia ha arrestato 877 persone. Si tratta principalmente di gruppi di giovani di età compresa tra i quindici e i venticinque anni", riporta il canale televisivo, citando una dichiarazione del portavoce del ministero degli Interni tunisino Khaled Hayouni.

Le forze dell'ordine affermano che i manifestanti bruciano pneumatici e contenitori per ostacolare l'avanzata della polizia e sparano contro di loro fuochi d'artificio. Si sono verificati casi di attacchi a numerose strutture governative.

Gli scontri in Tunisia

In occasione del decimo anniversario della Rivoluzione dei Gelsomini, quella con la quale nel 2011 venne rovesciato il presidente Ben Ali, nel Paese maghrebino sono scoppiati importanti scontri tra gruppi di manifestanti e la polizia, che in diversi casi è stata costretta all'impiego di gas lacrimogeni per disperdere la folla

Il governo ha definito i riottosi dei "saccheggiatori", mentre da parte loro i dimostranti si sono definiti il "popolo degli affamati, protestando contro le tre maggiori istituzioni del Paese, il primo ministro, il presidente del Parlamento e il presidente della Repubblica di non stare facendo abbastanza per far fronte ai profondi problemi del Paese.

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