03:01 28 Febbraio 2021
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La mancanza di precipitazioni e la siccità più grave del decennio hanno portato a livelli di riserve d’acqua criticamente bassi in tutta la Turchia. Le principali città del Paese rischiano di rimanere senza forniture nei prossimi mesi, con la capitale Istanbul che, si stima, abbia ancora solo 45 giorni di autonomia.

Le scarse piogge hanno portato alla più grave siccità del paese in un decennio e lasciato la megalopoli Istanbul di 17 milioni di abitanti con livelli di acqua estremamente bassi, ha riferito la Camera degli ingegneri chimici della Turchia.

Anche Smirne e Bursa, le altre due città più grandi della Turchia, stanno lottando, con dighe riempite rispettivamente per circa il 36% e il 24%, e gli agricoltori nelle aree produttrici di grano, come la pianura di Konya e la provincia di Edirne che rischiano il fallimento del raccolto.

La Turchia è un paese ad alto “stress idrico” con solo 1.346 metri cubi di acqua pro capite all'anno e ha più volte dovuto affrontare diversi periodi di siccità dagli anni ’80 a causa di una combinazione di crescita demografica, industrializzazione, espansione urbana incontrollata e cambiamento climatico. Nonostante questo, secondo il Guardian, la Turchia “dà da tempo la priorità alla crescita economica rispetto alle preoccupazioni ambientali e rimane l’unico paese del G20 a parte gli Stati Uniti a non aver ancora ratificato l’accordo di Parigi del 2015”.

L'acuta mancanza di precipitazioni nella seconda metà del 2020 - che si avvicina al 50% in meno rispetto alla media annua, ha portato la direzione degli affari religiosi a istruire gli imam e le loro congregazioni a pregare per la pioggia il mese scorso.

Il comune di Istanbul ha anche esortato i residenti a risparmiare l’acqua, chiudendo i rubinetti tutte le volte che non strettamente necessario, ad esempio quando ci si rade tra uno risciacquo e l’altro, oppure limitando i flussi.

A Smirne invece, secondo il sindaco della città, Tunç Soyer, le autorità locali si stanno preparando contro la scarsità d'acqua scavando oltre cento pozzi artesiani e riciclando le acque reflue, nonché riducendo al minimo le perdite riparando i tubi obsoleti.

In definitiva la situazione è tale, hanno spiegato gli intervistati al Guardian, che le città turche avrebbero bisogno di molta pioggia e subito, al fine di evitare di dover razionare l’acqua nei prossimi mesi, ma non solo – persino piogge invernali prolungate potrebbero non essere comunque più sufficienti per le comunità agricole che hanno i raccolti a estremo rischio quest'anno.

Secondo gli esperti la crisi delle comunità agricole potrebbe innescare un ulteriore circolo vizioso – la povertà nelle campagne potrebbe indurre ad una maggiore migrazione verso le città, aggravando ancor più le pressioni sulle infrastrutture idriche.

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