00:15 06 Marzo 2021
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Lo sviluppo del vaccino russo contro il coronavirus (239)
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Il capo dell'istituto di ricerca russo Gamaleya, che ha sviluppato il vaccino Sputnik V, venerdì ha spiegato a Sputnik che quelli che sono già stati infettati dal coronavirus e sono guariti dovrebbero farsi vaccinare comunque, due o tre mesi dopo la guarigione.

Alexander Ginzburg ha sottolineato di non essere d'accordo con la raccomandazione del ministero della Salute, che afferma che coloro che hanno già avuto COVID-19 non hanno bisogno di fare il vaccino.

"La persona deve riprendersi completamente, nel senso scientifico, il che significa che la persona deve avere due o tre test PCT negativi. Devono anche riprendersi fisicamente", ha detto Gintsburg, osservando che dovrebbero passare due o tre mesi prima che la persona venga vaccinata.

La maggior parte delle persone soffre della forma lieve della malattia, in questo caso sono sufficienti test ematici negativi per ricevere il vaccino, ha detto lo scienziato.

"E se si è stati in ospedale e si ha avuto un decorso con sintomi forti, allora bisogna aspettare circa due mesi, poiché bisogna riprendersi fisicamente", ha detto Gintsburg.

Il direttore di Gamaleya ha anche invitato le persone che si sono riprese dal coronavirus a controllare i loro anticorpi dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino. Secondo Gintsburg, se il livello di anticorpi neutralizzanti il ​​virus è pari o superiore a 1:3200, non è necessaria una seconda dose.

Ginzburg raccomanda inoltre di astenersi dall'indossare mascherine protettive quando il livello degli anticorpi neutralizzanti è pari o superiore a 1:3200, poiché le mascherine possono ostacolare il mantenimento del livello di protezione richiesto.

"Con questo livello di anticorpi... non è necessario indossare mascherine, poiché gli anticorpi devono essere costantemente mantenuti a un livello elevato", ha detto Ginzburg.

Secondo il microbiologo, l'agente patogeno causale del coronavirus è ora abbastanza ampiamente presente in spazi chiusi, anche se in piccole quantità.

"La persona non si infetterà perché protetta molto bene, ma il livello di anticorpi rimarrà costantemente alto a causa dell'assunzione esogena del possibile agente patogeno. Se non viene mantenuto, inizierà a ridursi in tre, quattro o cinque mesi in conformità con le leggi della biologia. Tuttavia, si sviluppano cellule di memoria, che porteranno gli anticorpi al livello necessario entro due o tre giorni dal contatto con l'agente patogeno", ha spiegato Ginzburg.
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