22:49 15 Gennaio 2021
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È successo a Stefan Thomas, programmatore tedesco che vive a San Francisco. Secondo le aziende che operano nel settore del recupero password almeno il 20 per cento dei Bitcoin in circolazione sarebbe andato in fumo proprio per la perdita delle chiavi di accesso.

È una dimenticanza da 220 milioni di dollari quella di Stefan Thomas, programmatore tedesco residente a San Francisco che per otto volte ha inserito la password errata sul portafoglio elettronico che custodisce i suoi 7.002 Bitcoin.

Per il sistema di protezione dagli hackeraggi, infatti, la password della IronKey dove è custodita la criptovaluta può essere sbagliata soltanto per nove volte. Al decimo tentativo di accesso con una parola chiave che non corrisponde a quella esatta, infatti, il sistema si blocca senza possibilità di recupero del contenuto.

Nel caso di Thomas si tratta di migliaia di Bitcoin, che in dollari si avvicinano a quota 220 milioni, visto che oggi la moneta vale attorno ai 30mila euro. Una cifra che si sta abbassando vertiginosamente nelle ultime ore ma che è comunque superiore a quella di un mese fa, quando per comprare un Bitcoin ci volevano “appena” 20mila dollari.

La vicenda del programmatore smemorato è stata raccontata dal New York Times e ripresa dalle agenzie di stampa italiane, tra cui l’Agi.

"Mi metterò sul letto e proverò a pensarci, poi andrò al computer e farò il nono tentativo”, ha detto Thomas al quotidiano statunitense.

Se anche questo non dovesse funzionare per Thomas significherebbe mandare in fumo un patrimonio milionario. E non è l’unico ad essersi trovato in questa situazione.

La Wallet Recovery Services, società che si occupa di recuperare password, rende noto come finora si siano persi il 20 per cento dei Bitcoin in circolazione proprio perché i proprietari hanno dimenticato la parola chiave per accedere al loro “portafoglio” elettronico.

Nelle ultime ore, intanto, le criptovalute, come Bitcoin ed Ethereum, che nell’ultimo mese erano aumentate progressivamente di valore raggiungendo cifre record, hanno iniziato a perdere fino al 20 per cento del proprio valore.

Secondo quanto si legge su Repubblica un tonfo così netto non si registrava dall’inizio della pandemia, quando lo choc subito dai mercati finanziari aveva colpito anche quello delle criptovalute.

La scorsa settimana i Bitcoin avevano raggiunto il valore record di 42mila dollari, raddoppiandolo nel giro di un mese, con guadagni importanti per gli investitori.

Oggi il costo di un Bitcoin, invece, si aggira attorno ai 31mila dollari. Molti analisti avevano però messo in guardia sul fatto che si trattasse di una bolla che sarebbe potuta scoppiare in breve tempo.

Altri, invece, sottolineano come il valore della cripto moneta rimanga comunque elevato rispetto a due mesi fa nonostante il tonfo di queste ore.

Forse è per questo che, nonostante la sua estrema volatilità, questo strumento finanziario affascini anche le grandi banche. In Svizzera, come si legge sempre su Repubblica, sono diversi i quotidiani che ormai hanno sdoganato le cripto currency e che raccomandano di “inserirle nel portafoglio dei fondi pensione”.

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