19:06 27 Gennaio 2021
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Continua a crescere il numero di Paesi che sono in trattativa con la Russia e il Fondo russo per gli investimenti diretti al fine di garantirsi una fornitura del vaccino Sputnik V.

Il governo messicano, in seguito ad una visita in Argentina, Paese dove si sta organizzando la produzione del vaccino russo anti-Covid Sputnik V, ha riferito di aver raggiunto degli accordi preliminari per l'acquisto di 24 milioni di dose del preparato.

A renderlo noto è il viceministro della Salute messicano Hugo Lopez-Gatell, secondo il quale tale intesa potrebbe portare alla produzione del vaccino in Messico con una patente fornita dall'Istituto Gamaleya:

"Pensiamo di poter necessitare fino a 24 milioni di dosi del vaccino per una popolazione di 12 milioni di abitanti, dal momento che lo schema di vaccinazione dello Sputnik V prevede l'uso di due dosi", ha riferito Lopez-Gallan ai giornalisti.

Il funzionario ha quindi precisato che nel corso della sua visita in Argentina il Messico si è potuto effettivamente rendere conto dell'efficacia del vaccino.

La produzione del vaccino russo Sputnik V dovrebbe essere lanciata in argentina a partire dal secondo quadrimestre del 2021.

Kirill Dmitriev, capo del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF), ha sottolineato come l'Argentina possieda un gran numero di ottime aziende farmaceutiche che potrebbero dedicarsi alla produzione del vaccino.

Vaccino russo anti-Covid "Sputnik V"

L'11 agosto scorso la Russia ha registrato il suo primo vaccino contro il Covid-19, chiamato Sputnik V e sviluppato dagli scienziati del Centro di Epidemiologia e Microbiologia "Gamaleya". Il farmaco è commercializzato dal Fondo Russo per gli Investimenti Diretti, responsabile della conduzione delle trattative sull'esportazione e produzione all'estero di questo farmaco.

Il vaccino è costituito da due componenti e il vettore utilizzato per indurre la risposta immunitaria dell'organismo si basa su un adenovirus umano. Il vaccino viene somministrato due volte, in un intervallo di 21 giorni. Negli studi clinici ha mostrato un'efficacia del 100% contro i casi gravi di Covid-19, ovvero nessuno dei soggetti vaccinati nei test ha contratto sintomi gravi della malattia se infettato dal coronavirus.

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