21:08 15 Gennaio 2021
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Il nuovo piano prevede la costruzione di circa 800 nuove unità abitative in Cisgiordania.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dato l'ordine di proseguire con i lavori per la costruzione di centinaia di unità abitative in Giudea e in Samaria, ovvero in quella che è comunemente denominata Cisgiordania.

Lo si apprende da una nota pubblicata sul profilo ufficiale Twitter del primo ministro.

In totale, saranno 800 le nuove case ad essere costruite, tra cui 200 abitazioni nella città di Rehelim, nell'avamposto di Nofei Nehemia e 100 a Tel Menashe.

Gli insediamenti nella Valle del Giordano e a Gerusalemme Est

Israele ha iniziato la costruzione di nuovi insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est sin dal 1967, anno in cui annesse questi territori dopo la Guerra dei sei giorni.

Tali insediamenti non sono riconosciuti ufficialmente e vengono considerati illegali dalle Nazioni Unite.

L'accordo del secolo e il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d'Israele 

Il 28 gennaio 2020, Donald Trump ha reso pubblico il cosiddetto "accordo del secolo" prevedendo in particolare la sovranità di Israele su aree chiave della Giudea e della Samaria, i nomi biblici delle due regioni che compongono la Cisgiordania.

La mossa è stata preceduta dall'annuncio del segretario di Stato Mike Pompeo, nel novembre 2019, secondo cui Washington non considera più gli insediamenti israeliani in Cisgiordania "incompatibili con il diritto internazionale".

Sia il piano di pace di Trump che le osservazioni di Pompeo sono state oggetto di pesanti critiche da parte delle Nazioni Unite, dei principali Stati membri dell'UE e dei paesi arabi, che considerano illegali gli insediamenti israeliani.

In precedenza, Washington aveva riconosciuto Gerusalemme come capitale d'Israele e poi ha riconosciuto le contestate Alture del Golan come parte d'Israele attraverso un documento presidenziale firmato nel marzo 2019.

 

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