18:38 27 Gennaio 2021
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Continua il braccio di ferro tra l'Iran e l'Occidente sulla questione dell'accordo sul nucleare.

Il Parlamento iraniano ha avvertito che la Repubblica Islamica espellerà gli ispettori dell'Agenzia dell'Energia Atomica Internazionale (IAEA) qualora le sanzioni degli Stati Uniti contro Teheran non saranno annullate.

"In accordo con la legge, se gli americani non rimuoveranno le sanzioni finanziarie, bancarie e petrolifere entro il 21 febbraio, espelleremo certamente gli ispettori dell'IAEA dal Paese e termineremo l'implementazione del Protocollo Addizionale", ha chiarito il parlamentare Ahmad Amirabadi.

La decisione arriva in accordo con il documento legislativo"misure strategiche per la rimozione delle sanzioni", adottato nel mese di novembre per intensificare la ricerca sul nucleare in seguito all'uccisione del fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh.

Il riavvio dell'arricchimento dell'uranio a Fordo

La scorsa settimana il portavoce del governo della Repubblica Islamica iraniana Ali Rabiei. ha confermato che l'Iran ha riavviato il processo di arricchimento dell'uranio al 20% presso l'impianto nucleare di Fordo. 

Nei nuovi piani dell'Iran figura l'impiego di centrifughe di nuova generazione entro tre mesi, ed in particolare 1000 centrifughe IR-2M e 174 centrifughe IR-6 entro la fine dell'anno. L'accordo sul nucleare iraniano del 2015 comportava invece l'uso delle centrifughe IR-1 di prima generazione e il livello di arricchimento dell'uranio solo al 3,67%.

La risoluzione, che era in preparazione da diversi mesi, ha visto un'accelerata in seguito all'l'assassinio del noto fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh, avvenuto alla fine del mese di novembre.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (PACG)

Il PACG, noto anche come Accordo sul nucleare di Vienna, è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea.

L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.

Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran. Da quel momento l'Iran si è gradualmente allontanato da alcune delle disposizioni dell'accordo nucleare, comprese le limitazioni sui livelli di arricchimento dell'uranio.

 

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