16:08 25 Gennaio 2021
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Il presidente messicano ha annunciato di aver dato disposizione alla diplomazia di attivare i canali per offrire l'asilo politico ma ha però specificato che in Messico chi riceve protezione internazionale non potrà interferire negli affari politici di nessun Paese.

Il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador ha definito "un trionfo della giustizia" la sentenza del tribunale di Londra che rigetta l'estradizione di Julian Assange e ha pubblicamente offerto l'asilo politico in Messico al fondatore di Wikileaks.

"Sono lieto, in primo luogo, che in Inghilterra sia stata data protezione al signor Assange, che l'estradizione negli Stati Uniti non sia stata autorizzata. Penso che sia un trionfo della giustizia, sono contento che in Inghilterra si agisca in questo modo, perché Assange è un giornalista e merita un'opportunità ", ha detto il presidente, durante la sua conferenza stampa mattutina. 

AMLO si è detto a favore di un indulto e ha annunciato che la diplomazia messicana, attraverso la segreteria del ministero delle Relazioni Estere, attiverà i canali con il Regno Unito per offrire formalmente l'asilo politico per il cyber-attivista australiano.

"Chiederò al segretario delle Relazioni con l'Estero che prepari tutti i documenti necessari per chiedere al governo del Regno Unito la possibilità che il signor Assange sia liberato e che il Messico gli offre asilo politico", ha detto. 

​"Perdono al signor Assange, indulto e asilo in Messico, noi gli daremo protezione, faremo questa gestione", ha aggiunto.

Il presidente ha specificato che il Messico concede l'asilo politico per la sua tradizione di offrire protezione internazionale, ma allo stesso tempo assume "la responsabilità di fare in modo che la persona che riceve asilo non intervenga, non interferisca negli affari politici di nessun Paese".

Il verdetto di Londra

Questa mattina la Corte penale centrale del Regno Unito ha deciso di respingere la richiesta degli Stati Uniti di estradare il fondatore e informatore di WikiLeaks Julian Assange.

Una sentenza arrivata dopo un anno e mezzo dalla giudice Vanessa Baraitser, che ha motivato la decisione individuando un'incompatibilità tra l'estradizione e la salute mentale di Assange. Secondo numerose deposizioni dei testimoni il giornalista fondatore di wikileaks potrebbe tentare il suicidio e il trasferimento negli Stati Uniti, dove rischia una condanna a 175 anni per cospirazione e spionaggio, aumenterebbe il rischio di gesti estremi. 

Il verdetto della Corte è stato accolto con l'esultazione dei sostenitori di Julian Assange radunati davanti al tribunale di Londra. 

 

Tags:
Andres Manuel Lopez Obrador, Julian Assange, USA, Gran Bretagna, Messico
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