14:43 24 Gennaio 2021
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Si tratta della soglia obiettivo dichiarata prima della firma degli accordi sul nucleare di Vienan del 2015.

Il governo di Teheran ha annunciato all'Agenzia Atomica Internazionale (IAA) la propria intenzione di avviare il processo di arricchimento dell'uranio sopra il 20%, ovverosia la quota raggiunta prima degli Accordi sul nucleare di Vienna del 2015.

Lo riferisce a Sputnik l'ambasciatore russo presso la stessa IAA Mikhail Ulyanov.

Tale mossa da parte della Repubblica Islamica arriva dopo che il mese scorso il Parlamento iraniano aveva votato a maggioranza una mozione per incrementare l'arricchimento dell'uranio a seguito dell'uccisione in circostanze non ancora del tutto chiarite del fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh.

Accordo sul nucleare iraniano del 2015 (PACG)

Il PACG, noto anche come Accordo sul nucleare di Vienna, è stato firmato nel 2015 da Iran, Cina, Francia, Germania, Russia, Regno Unito, Stati Uniti, insieme all'Unione Europea.

L'Iran avrebbe dovuto ridimensionare il suo programma nucleare e ridurre drasticamente le proprie riserve di uranio in cambio dell’annullamento delle sanzioni.

Tuttavia, nel 2018 il presidente americano Donald Trump ha annunciato il ritiro unilaterale dall'accordo, avviando la strategia di nuove, rigide, sanzioni nei confronti dell’Iran. Da quel momento l'Iran si è gradualmente allontanato da alcune delle disposizioni dell'accordo nucleare, comprese le limitazioni sui livelli di arricchimento dell'uranio.

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