14:16 24 Gennaio 2021
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Il comandante in capo della Guardia rivoluzionaria Islamica iraniana ha lanciato un monito contro gli Stati Uniti, spiegando che delle ritorsioni potrebbero avvenire per rispondere all'uccisione di Soleimani.

Negli Stati Uniti potrebbero prodursi delle azioni indipendenti atte a vendicare l'assassinio del generale Qasem Soleimani, avvenuto il 3 gennaio 2020.

A riferirlo è il successore del comandante della Guardia Rivoluzionaria, generale Esmail Ghaani:

"Con quello che avete fatto, avete creato un lavoro per i cercatori della libertà di tutto il mondo, ed è anche molto probabile che qualcuno a casa vostra risponda al vostro crimine", sono state le parole di Ghaani pronunciate durante una cerimonia tenutasi in onore dell'anniversario della morte di Soleimani.

L'alto ufficiale non ha comunque precisato di che tipo di azione potrebbe trattarsi né ha fatto riferimento a chi potrebbero essere le persone coinvolte nelle stesse.

L'uccisione di Qasem Soleimani

Il 3 gennaio segnerà l'anniversario di un anno dell'attacco con i droni contro Qasem Soleimani, comandante dell'unità militare extraterritoriale della Forza Quds iraniana, a Baghdad. L'omicidio, scatenato dall'escalation delle tensioni tra Washington e Teheran, e le affermazioni degli Stati Uniti che l'Iran era responsabile degli attacchi alle strutture militari in Iraq alla fine del 2019, provocò una risposta aggressiva sotto forma di attacchi di missili balistici iraniani su un paio di basi statunitensi su 8 gennaio. Gli attacchi hanno provocato il ferimento di 109 soldati statunitensi.

Il parlamento iracheno, dopo l'attacco, ha emesso una dichiarazione chiedendo il ritiro di tutte le forze statunitensi dal paese.

Nel corso dell'anno, gli Stati Uniti hanno gradualmente ritirato le proprie truppe e restituito diverse basi all'Iraq, con il nuovo segretario alla Difesa di Trump, Christopher Miller, che ha annunciato il mese scorso che il numero del personale sarebbe stato ridotto a 2.500 soldati in totale entro il 15 gennaio 2021.

 

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