03:21 21 Aprile 2021
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Sputnik ripercorre per voi le varie figure mitologiche natalizie dei diversi Paesi. 

Un tempo a fianco di Nonno Gelo, Santa Claus, Joulupukki, Nisser e i loro colleghi non vi erano folletti o renne, ma Belsnickel, Zwarte Piet, Krampus e altre creature simili che rappresentavano la parte oscura della magia bianca. Perseguivano un unico obiettivo: punire i bambini che si erano comportati male. E per farlo avevano una frusta o altri oggetti simili.

Sinterklaas, Babbo Natale olandese
  • In Olanda il Babbo Natale locale (Sinterklaas) si avvale di un aiutante nero. Zwarte Piet o Pietro il Moro. Era considerato un moro andaluso in quanto l’Olanda per lungo tempo ha assoggettato la Spagna. Secondo un’altra versione era un piccolo spazzacamino. Pietro il Moro nasconde i bambini cattivi in un grande sacco e poi li mangia oppure li rieduca. Zwarte Piet ha i capelli ricci, labbra rosse e porta degli orecchini. Distribuisce doni a chi li merita.

Negli ultimi anni in Olanda si discute in merito al colore della pelle di Piet in quanto potrebbe essere una forma di discriminazione.

Una vecchia cartolina con la scritta Gruss vom Krampus (Saluti da Krampus).
© Foto : Public domain
Una vecchia cartolina con la scritta "Gruss vom Krampus" ("Saluti da Krampus").
  • Un personaggio decisamente più politicamente corretto, ma più spaventoso e feroce è l’alpino Krampus. È un diavolo con le corna, conosciuto già in epoca precristiana, che segue dappertutto San Nicola e fa per suo conto il lavoro “sporco”. Spesso questo mostro con le corna e la lingua lunga porta con sé fruste e catene per punire i disubbidienti. Krampus ruba i giocattoli e nei casi peggiori mette i bambini cattivi nel suo sacco e li porta nel suo antro sotterraneo. Non si sa cosa faccia dopo. Forse mangia i bambini per cena.
La disgustosa gigante mangiabambini Gryla
© Foto : Public domain
La disgustosa gigante mangiabambini Gryla
  • La disgustosa gigante mangiabambini Gryla sin dal XIII secolo vive in una grotta sulle montagne islandesi. Conosce i nomi di tutti i bambini disubbidienti e ogni anno, verso Natale, scende dalla montagna, li trova e li mangia. Infatti, i bambini sono il principale ingrediente di uno dei suoi piatti preferiti, il ragù di bambini irrequieti. Gryla lo mangia di continuo e non ne è mai sazia. Nel XVII secolo i bambini erano così spaventati da Gryla che nel 1746 fu persino emesso un editto che vietava questa pratica.
Monumento del gatto di Jule a Reykjavik
© CC BY-SA 2.0 / Christine Rondeau
Monumento del gatto di Jule a Reykjavik
  • Insieme a Gryla un tempo viveva il gatto di Jule (o Jólakötturinn) che fa la sua comparsa alla vigilia di Natale. Se i bambini durante l’anno non si sono comportati bene e non si sono preparati per la festa, il gatto il mangia. Il gatto è particolarmente severo con i bambini che non indossano vestiti nuovi il 25 dicembre. In passato gli allevatori usavano la minaccia del gatto di Jule: insistevano affinché i loro dipendenti finissero in tempo di lavorare la lana. Chi ci riusciva otteneva vestiti nuovi, mentre i lavoratori disattenti e più lenti sarebbero diventati vittime del terribile gatto. In seguito, è invalso l’uso di fare doni a chi lavorava più duramente. I genitori poi minacciavano i figli più scansafatiche di finire tra le grinfie del gatto di Jule. Ma purtroppo i figli di famiglie povere che non avevano denaro a sufficienza per permettersi vestiti nuovi di certo non si meritavano un simile trattamento.
Père Fouettard
Père Fouettard
  • Nella Francia orientale i cattivi vengono spaventati dal Père Fouettard che da sempre non cura il suo aspetto, puzza di capra e si veste sempre di nero.

Secondo la leggenda un giorno un macellaio aprì la porta a 3 bambini perduti offrendo loro un rifugio, ma non appena entrarono li uccise, ne sezionò le carni e le mise in un barattolo.

Un uomo vestito da Babbo Natale e i suoi assistenti vestiti da elfi chiacchierano con i bambini via Zoom a Roma, Italia
© REUTERS / Guglielmo Mangiapane
Sette anni dopo in quegli stessi luoghi si perse San Nicola il quale chiese rifugio allo stesso macellaio. Questi tentò di dar da mangiare al santo il quale però si rifiutò di mangiare alcunché se non il contenuto del barattolo di ormai 7 anni. Quando il macellaio sentì la richiesta, fuggì via. San Nicola riuscì dunque a far risorgere i 3 sventurati ai quali parve di aver soltanto fatto un lungo sonno.

Come punizione per l’efferatezza compiuta il Santo impose al macellaio di seguirlo per l’eternità durante la distribuzione dei doni e lo nominò Père Fouettard.

  • In Baviera, Repubblica Ceca e Slovenia la Vigilia di Natale passa di casa in casa Perchta. Può manifestarsi in qualunque momento, ma soprattutto tra il 25 dicembre e il 6 gennaio.

Alcuni sostengono che un tempo fosse una donna di rara bellezza con una pelle candida. Altri invece dicono che è sempre stata una vecchia poco riconoscente e inflessibile. Perchta sa bene quali bambini si sono comportati bene durante l’anno. A questi lascia una moneta d’argento all’interno degli stivali, mentre ai fannulloni squarcia la pancia, preleva le interiora e riempie la pancia con paglia e pietre.

A Perchta interessano in particolare le bambine e quanto bene riescono a filare il lino o la lana. Si dice che proprio da Perchta derivino molte figure mitiche come Baba Jaga e la Befana.

Cartolina di Natale con una foto di Belsnickel
© Foto : Public domain
Cartolina di Natale con una foto di Belsnickel
  • Dal folklore tedesco arriva Belsnickel. La traduzione letterale del nome significa “San Nicola con la pelliccia”. Di norma, si copre con una coperta calda e tiene in una mano una frusta e nell’altra un sacchetto con caramelle e frutta secca.

Alla vigilia di Natale passa di casa in casa prima che la famiglia vada a dormire. Chi si è comportato male viene picchiato con la frusta, ma spesso Belsnickel dà la possibilità a questi bambini di pentirsi cantando una canzone, facendo un ballo, recitando una poesia o un brano a memoria dalla Bibbia.

Prima di andarsene Belsnickel lascia dei giocattoli, dei calzini pesanti, guanti invernali e caramelle ai bambini più bravi. Ma guai a chi si dimentica delle buone maniere e si precipita subito ad aprire i regali. Anche agli impazienti aspetta la frusta.

Mari Lwyd del Galles
© Foto : Public domain
Mari Lwyd del Galles
  • Mari Lwyd del Galles non è esattamente un mostro, ma una creatura simile a un cavallo che andava di casa in casa a Natale e a Capodanno.

La storia di Mari Lwyd è legata alla figura di Rhiannon, dea celtica dei cavalli. Indossa un teschio di cavallo e un lungo mantello bianco. Viene accompagnata di casa in casa da un uomo ben vestito. Per farla ubbidire, l’uomo utilizza un frustino e delle redini.

Mari Lwyd e il suo accompagnatore cantano le canzoni tradizionali natalizie in prossimità di una porta chiusa. Poi inizia il gioco delle rime. Se vincono i padroni di casa (evento raro), Mari Lwyd e l’accompagnatore se ne vanno. Se invece sono gli ospiti a vincere, allora questi possono entrare in casa. All’interno sbraitano, fanno versi, digrignano i denti e gridano forte spaventando i bambini. I padroni di casa, per cacciarli, offrono loro torte, birra e talvolta anche denaro.

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