05:14 23 Gennaio 2021
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V-day rimandato o posticipato in alcuni distretti della Germania per problemi con il mantenimento della catena del freddo nel trasporto del vaccino prodotto da Pfizer-BioNtech che deve essere conservato a -70 gradi centigradi.

È iniziato ieri mattina presto il V-day europeo. Nelle principali città d’Europa i primi volontari hanno ricevuto le dosi del vaccino Pfizer BioNtech. In Germania, dove sono state consegnate in totale 150mila fiale, la vaccinazione è partita dalle Rsa.

Ad essere immunizzate per prime, a Berlino, sono state Ruth Heller, di 100 anni, e Gertrud Haase, di 101. 

Ma in altre città del Paese l’inizio delle vaccinazioni è stata posticipata o addirittura rinviata. A provocare i disagi alcuni problemi riscontrati nel mantenimento della catena del freddo.

I vaccini che si basano sulla tecnologia dell’Rna messaggero prodotti da Pfizer e BioNtech, infatti, devono essere conservati ad una temperatura di -70 gradi, prima di essere spediti nei centri di distribuzione attraverso speciali scatole refrigeranti riempite con ghiaccio secco.

I contenitori arrivati in alcune città tedesche, però, hanno rilevato temperature superiori a quelle previste durante il viaggio. Da qui, il dubbio di alcune amministrazioni, che ha riguardato circa un migliaio di fiale.

“Quando abbiamo letto la temperatura sulle scatole refrigeranti sono sorti dei dubbi sull’adesione ai requisiti della catena del freddo”, si legge in un comunicato del distretto di Lichtenfels, nel nord della Baviera, citato dall’agenzia di stampa Reuters.

Il personale sanitario, ha reso noto un portavoce del distretto, ha scoperto che in una delle scatole la temperatura era salita di 15 gradi rispetto a quella raccomandata dalla casa farmaceutica. La BioNtech, inoltre, ha aggiunto il portavoce, non ha fornito indicazioni su come procedere in questi casi.

Nell’Alta Franconia, dove si sono verificati episodi dello stesso tipo, la stessa società ha confermato nella serata di domenica la “buona qualità delle fiale” e la vaccinazione è potuta partire.

Si è dovuto attendere di più, invece, nelle città del nord della Baviera, in particolare a Coburg, Kronach, Kulmbach, Hof, Bayreuth e Wunsiedel.

“Non è una gara a chi è più veloce o a chi inietta il numero di dosi maggiore, la sicurezza e il lavoro scrupoloso per il benessere della popolazione è la nostra priorità”, ha commentato Oliver Bear, presidente del distretto di Hof.

Ma i ritardi che si sono verificati in molti centri evidenziano l'estrema delicatezza delle operazioni di trasporto del siero prodotto dalla Pfizer.

La società tedesca BioNtech, che ha sviluppato il vaccino assieme alla casa farmaceutica americana, ha fatto sapere di essere responsabile direttamente per la spedizione delle fiale nei 25 centri di distribuzione vaccinale del Paese.

Diversamente, precisa la BioNtech, sono le autorità locali e federali a rispondere per il trasporto nei centri vaccinali. “È qui - chiariscono dall’azienda – che si sono verificate le variazioni di temperatura”. BioNtech ha quindi dichiarato di essere in contatto con le autorità per dare dei “suggerimenti su come procedere”.

Ritardi nella somministrazione delle dosi per problematiche legate al trasporto e alla catena del freddo si sono verificate anche nel sud della Baviera, nei distretti di Augsburg e Dillingen.

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