14:40 24 Gennaio 2021
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Il vaccino contro il coronavirus Sputnik V ha mostrato un'efficacia superiore al 90% negli individui ultrasessantenni, hanno dichiarato gli sviluppatori del preparato russo anti-COVID.

"Sputnik V garantisce anche la protezione completa contro i casi gravi di malattia per questa ed altre fasce di età", affermano gli sviluppatori in una nota.

I risultati degli studi clinici hanno soddisfatto le autorità sanitarie russe e il ministero della Salute ha approvato l'uso dello Sputnik V per la vaccinazione delle persone che hanno più di 60 anni. Al momento il vaccino è approvato per la vaccinazione di individui di età pari o superiore ai 18 anni.

Lo Sputnik V è stato il primo vaccino contro il coronavirus registrato al mondo. Il vaccino è stato sviluppato dal Centro di ricerca Gamaleya con il sostegno del Fondo russo per gli investimenti diretti (RDIF) sulla base di una piattaforma di vettori adenovirali umani ben studiata.

Gli studi clinici

In estate, il farmaco ha superato con successo due fasi di ricerca su volontari di età compresa tra i 18 ed i 60 anni, che hanno sviluppato una risposta immunitaria e anticorpi contro il SARS-CoV-2. La fase di post-registrazione delle prove è iniziata a settembre. Oltre alla Russia, gli studi del farmaco vengono effettuati in Emirati Arabi Uniti, Venezuela, India e Bielorussia.

In totale, decine di migliaia di persone partecipano ai test, inclusi anziani e persone di gruppi a rischio. Stando ai dati della terza analisi ad interim, Sputnik V ha mostrato un'efficacia superiore al 91%, del 100% contro i casi gravi di COVID-19.

Il Ministero della Salute e gli specialisti del Centro Gamaleya hanno cambiato il formato dei test in modo che i volontari non ricevano più il placebo, ma solo il vaccino. Hanno anche smesso di reclutare volontari per la ricerca. Il numero dei partecipanti sarà limitato a 31mila persone.

Vaccinazione in Russia

All'inizio di dicembre è iniziata in Russia la vaccinazione contro il coronavirus, il farmaco è stato consegnato in tutte le regioni.

Al momento il vaccino è somministrabile ai lavoratori impiegati nell'istruzione, alla sanità, ai servizi sociali cittadini di età compresa tra i 18 ed i 60 anni che non hanno malattie croniche e non hanno partecipato alle sperimentazioni sui vaccini, così come i dipendenti di servizi di stato, istituzioni culturali, imprese commerciali, trasporti, energia e media. Con l'aumento delle dosi a disposizione, l'elenco delle categorie di cittadini che possono vaccinarsi verrà ampliato. La vaccinazione è controindicata per le donne in gravidanza e in allattamento.

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