21:49 15 Gennaio 2021
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Nei mesi scorsi Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Sudan e Marocco hanno avviato il processo di distensione e di riallacciamento dei rapporti con Tel Aviv.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivelato nel corso di un incontro con l'ambasciatore americano presso l'ONU Kelly Craft che nel prossimo futuro molti paesi potrebbero richiedere di ristabilire i legami diplomatici con Tel Aviv.

"Potete vederlo dai Paesi arabi: molti hanno già deciso di fare un passo avanti, altri lo faranno [...] penso che dovremmo continuare con questa politica e vedremo molti, ma molti Paesi, certamente di più di quanti la gente si aspetti", sono state le parole di Netanyahu.

In questo senso il primo ministro ha voluto esprimere a Craft il proprio ringraziamento nei confronti dell'amministrazione Trump per "aver difeso la verità e lo Stato di Israele" di fronte alla comunità internazionale.

In precedenza Ofir Akunis, un importante membro del partito di maggioranza relativa del Paese, il Likud, e ministro per la Cooperazione regionale di Israele aveva rivelato che ci sarebbero almeno due Paesi pronti a riallacciare i rapporti istituzionali con Tel Aviv, pur senza fare nomi specifici in questo senso.

La normalizzazione dei rapporti con gli stati arabi

Nel corso dell'anno appena passato sono stati ben quattro i Paesi arabo-musulmani che hanno deciso di normalizzare i propri rapporti diplomatici con Israele, decenni dopo che tale scelta era stata fatta da Egitto e Giordania.

In pochi mesi all'elenco dei Paesi in rapporti cordiali con Tel Aviv si sono aggiunti gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrain, il Sudan e infine il Marocco.

Per raggiungere tale risultato hanno avuto un ruolo di centrale importanza le concessioni fatte da Israele e dagli USA, ed in particolare sullo stop al piano di estensione dell'autorità statale israeliana sui territori della West Bank e la vendita di droni e F-35 accordata dal governo americano alle due monarchie del Golfo Persico.

Per quanto riguarda il Sudan, la normalizzazione non sarebbe stata possibile se Washington non avesse rimosso questo stato dalla lista dei Paesi che spalleggiano il territorio internazionale, mentre per il Marocco è stato determinante il riconoscimento da parte americana delle pretese di Casablanca sul Sahara Occidentale.

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