11:58 22 Gennaio 2021
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I cartelli della droga messicana promuovono il traffico di stupefacenti usando il social come vetrina on line. I narcotrafficanti usano la piattaforma per postare video in cui mostrano il loro mondo. Ma quel è l'obiettivo di questi video?

Un nuovo genere impazza su Tik Tok sotto l'hashtak "Cartel de Tik Tok". Video che mostrano pick up pieni di droga, auto di lusso, giovani con mazzi di banconote, casse di alcool e armi d'assalto. Queste immagini sono accompagnate da un sottofondo di musica narcos, il narcorridos

Il mondo dei narcotrafficanti centroamericani ha imparato ad utilizzare i social per promuovere il proprio stile di vita, fatto di lusso sfrenato, di feste sontuose, piantagioni di papavero, armi e soldi. Immagini che costituiscono il paradigma culturale della mentalità narco, un fenomeno sempre più attrattivo per i giovanissimi dei barrios e delle poblas, i quartieri popolari delle metropoli latinoamericane. 

Il fenomeno riscuote un incredibile successo. Il video di un bracciante che affetta dei semi in un campo di papaveri ha ottenuto oltre 500.0000 like prima di essere rimosso dal social. E' stato creato l'account "Pagliaccio del CJNG", il clown che lasciò il circo per unirsi al famoso cartello Jalisco Nueve Generacion, per pubblicare video di promozione della cultura narco. Attualmente il profilo risulta disattivato. 

Il marketing Narcos

Secondo Alejandra León Olvera, dottoressa in studi culturali del Colegio de la Frontera Norte (Colef), questo tipo di video fa parte del fenomeno del marketing della droga, ovvero "tutte queste strategie e tutte queste impalcature che i cartelli messicani devono pubblicizzarsi", ha detto il ricercatore a Sputnik.

"Video edonistici, che principalmente ti inviteranno a consumare", un'allusione che fa leva sul "desiderio di vivere in quel modo", e i video con immagini e musica di Tik Tok "lo rende più attraente ", ha sottolineato.

Ma dietro quella vita idealizzata dal lusso e dal potere, si nasconde il bagno di sangue che sta attraversando il Paese. Così, secondo il Consiglio Cittadino per la Sicurezza Pubblica e la Giustizia Criminale (CCSPJP), con 18 delle 50 città più violente del mondo, il Messico è "l'epicentro della violenza mondiale". Inoltre, Tijuana è considerata come il luogo più pericoloso della Terra, con 2.367 morti solo nel 2019.

Quest'anno il governo del Messico prevede che il numero di omicidi supererà i 40.000, quasi 5.000 omicidi in più rispetto a quelli registrati nel 2019.

Una strategia di reclutamento? 

Il narcotraffico penetra culturalmente la società messicana, con generi e mode che fanno allusione diretta ai cartelli della droga: narcorridos, narcoserie, narcoletteratura fra le altre. E' diventato un tema dominante nell'industria dell'intrattenimento. 

Sorge però il dubbio che questa trama possa nascondere una strategia di reclutamento di nuove leve. 

A questo riguardo Alejandra Leon Olivera commenta che non è questo l'obiettivo diretto dei video diffusi sul social, ma "generano un'idea di come si vive nel mondo dei narco, quindi questo potrebbe essere una spinta per le persone che vogliono entrare". Sebbene i cartelli della droga non utilizzino TikTok per reclutare leve, la ricercatrice del Colef ritiene che i video potrebbero essere considerati una forma di "estetizzazione della violenza".

Ma nonostante ciò, nell'industria dell'intrattenimento non c'è una chiara intenzione di fermare i contenuti che fanno riferimento o promuovono l'attività di traffico di droga.

Il successo di Tik Tok 

Laura Coronado, accademica della Anahuac University e autrice del Regolamentazione Globale del Cyberspazio, afferma che TikTok "è diventata una gigantesca piattaforma sociale grazie al fatto che aggiunge ai suoi utenti in Cina il resto del mondo; questo lo posiziona con un grande vantaggio perché altre reti non hanno accesso al mercato asiatico. Senza dubbio è stato uno dei grandi beneficiari della pandemia e non vuole perdere follower. Per questo motivo la piattaforma ha mostrato scarso interesse per rilevare contenuti dannosi come propaganda narco o disinformazione su COVID-19".

A questo proposito, afferma che i contenuti associati al traffico di droga sono diventati popolari su Tik Tok a causa della maggiore concorrenza tra i cartelli della droga "per mostrare l'attrattività del loro mondo attraverso i loro video, esaltare il lusso della vita dei figli o delle mogli dei boss, per mostrare le armi ".

"Tik Tok sta diventando uno strumento perfetto per diffondere messaggi non censurati. Socialmente ed etnicamente vediamo un grosso problema. O i cartelli non si rendono conto quanto possa essere pericoloso mostrare questi contenuti oppure si sentono intoccabili", avverte l'accademica.

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Messico, narcotraffico
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