18:09 27 Gennaio 2021
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La Marina norvegese ha confermato di aver aumentato la presenza di navi della Guardia Costiera nel Mare del Nord in previsione della Brexit.

Il governo norvegese ha dichiarato che i pescherecci provenienti da Paesi senza un valido accordo di pesca con la Norvegia saranno banditi dalle acque territoriali norvegesi a partire da Capodanno in poi. 

"Se al 1° gennaio non ci sarà nessun accordo, non apriremo le aree di pesca norvegesi ai pescherecci dell'UE e del Regno Unito", ha affermato il ministro della pesca e frutti di mare Odd Emil Ingebrigtsen, come riferisce l'agenzia Klar Tale. "I negoziati tra l'UE e il Regno Unito sulla pesca per il 2021 sono in ritardo, perché i negoziati sulla Brexit sono in ritardo. Pertanto, non è certo che le trattative saranno ultimate prima della fine dell'anno.

Il ministro ha ricordato il rapporto di collaborazione con la Ue nel settore pesca, che da 40 anni permette ai pescherecci norvegesi di inoltrarsi nelle acque territoriali dei Paesi europei, e ha auspicato il raggiungimento di un accordo fra Ue e Uk per sbloccare la situazione. 

Ha però specificato che "in quanto uno dei nostri vicini più stretti, è importante stabilire una buona e stretta collaborazione con il Regno Unito".

In base a quanto riportato dal quotidiano Nationen, Norvegia e il Regno Unito potrebbero finalizzare un nuovo accordo di pesca congiunto già nel nuovo anno. 

Il comandante Oliver Berdal, nuovo capo della Guardia Costiera, ha confermato che la Guardia Costiera ha aumentato la sua presenza nel Mare del Nord e sta monitorando la situazione per essere pronta in caso di escalation.

“Siamo pronti a schierare più navi nel Mare del Nord, se necessario. Ma finora non abbiamo indicazioni che ciò sarà necessario immediatamente”, ha detto.

Berdal ritiene che ci sia una chiarificazione delle relazioni tra la Norvegia e il Regno Unito e che il divieto di accesso alle zone economiche norvegesi all'inizio dell'anno è principalmente rivolto alla flotta dell'UE.

All'inizio di questo mese, quattro navi della marina di Sua Maestà sono state inviate a pattugliare le aree di pesca britanniche. Senza prospettive positive per un accordo post-Brexit UE-UK in vista, le navi militari pattuglieranno le acque britanniche per impedire l'accesso dei pescherecci europei. 

Gli accordi UE-UK sulla pesca

La pesca è stata uno dei punti più sensibili nei negoziati UE-UK. La Gran Bretagna ha chiesto la rinegoziazione annuale delle quote di pesca, insistendo sul fatto che l'accesso dovrebbe essere determinato separatamente con ciascun paese. Il 24 novembre è entrato in legge il Fisheries Act 2020, che annulla l'accesso automatico alle zone di pesca britanniche concesso alle imbarcazioni straniere e istituisce un nuovo regime di licenze nel settore della pesca del Regno Unito. L'UE, al contrario, si è opposta all'intenzione del Regno Unito di controllare le sue acque, poiché oltre il 60% del pescato è pescato da navi straniere.

La Guerra del Merluzzo 

In origine il nome "Guerra del Merluzzo" si riferiva a una serie di scaramucce diplomatiche tra il Regno Unito e l'Islanda sui diritti di pesca nell'Atlantico settentrionale, iniziate nel 1958 e terminate nel 1976. Nel corso delle "guerre", l'Islanda ha gradualmente ampliato la sua zona costiera a 200 miglia, mandando su tutte le furie il Regno Unito. Le Guerre del merluzzo alla fine si sono concluse in seguito a un intervento della NATO. Tuttavia, dopo la Brexit è stato raggiunto un memorandum d'intesa con l'Islanda.

Tags:
Brexit, UE, Gran Bretagna, Regno Unito, Norvegia
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