16:29 27 Gennaio 2021
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In precedenza un controllo forense delle macchine per la conta dei voti del sistema Dominion nella contea di Antrim (Michigan) aveva rilevato gravi irregolarità. Secondo gli investigatori le macchine avrebbero dovuto essere ritirate e i risultati delle presidenziali del 2020 della contea di Antrim "non avrebbero dovuto essere certificati".

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato il suo attacco contro le macchine per il voto del Michigan, sostenendo che abbiano mostrato un tasso di errore del 68% e che il Segretario di Stato dello stato, Jocelyn Benson, potrebbe aver infranto la legge.

"Si riscontrano enormi problemi con le macchine per il voto. Sono così lontane dal vero da rendere la vicenda ridicola. Riuscire a ottenere una vittoria schiacciante che viene ridotta a una sconfitta di misura. Questo non è ciò di cui si occupano negli Stati Uniti: le macchine con cui lo Stato conta i voti", in riferimento alle sue precedenti affermazioni sulle irregolarità sistemiche in alcuni Stati che hanno lo hanno portato alla sconfitta nelle elezioni.

Le osservazioni di Trump arrivano sulla scia dello scoop relativo a un controllo forense ordinato dal tribunale sulle macchine per il voto della compagnia Dominion utilizzate nella contea di Antrim, Michigan. Il report, realizzato dalla società di sicurezza informatica Allied Security Operations Group, ha mostrato un tasso di errore del 68% nel conteggio dei voti, di gran lunga superiore alla tolleranza dello 0,0008% prevista dalla Commissione elettorale federale.

Secondo il report inoltre il tasso di errore è una "caratteristica", e non un bug, dei sistemi delle macchine Dominion, apparentemente "intenzionalmente e scientemente progettate con errori intrinseci per creare frodi sistemiche e influenzare i risultati delle elezioni".

Le autorità statali e la compagnia Dominion Voting Systems hanno respinto questi risultati. Il segretario di Stato Benson e il procuratore generale Dana Nessel hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, definendo il controllo "un altro elemento di un lungo flusso di affermazioni fuorvianti, vaghe e dubbie progettate per erodere la fiducia del popolo nelle elezioni di novembre", suggerendo che la società incaricata di eseguirlo non aveva esperienza "nell'amministrazione elettorale e nella tecnologia".

Lunedì gli elettori del Michigan hanno formalmente dato al candidato democratico Joe Biden i 16 voti del Collegio elettorale statale, aiutandolo a ottenere una solida vittoria per 302 voti elettorali contro i 232 di Trump.

Il presidente uscente ha accusato i democratici di "avergli rubato" le elezioni del 3 novembre attraverso l'uso di macchine per il voto difettose, massicce aggiunte di schede illecite per corrispondenza avvenute nella notte, la rimozione degli osservatori elettorali dalle aule di conteggio e altri metodi senza scrupoli nel Michigan e altri Stati. Il presidente afferma di disporre di "centinaia e centinaia" di dichiarazioni giurate per provare queste accuse. Tuttavia i tribunali statali hanno finora respinto dozzine di azioni legali per frode elettorale da parte del team legale di Trump, adducendo la mancanza di prove sufficienti.

L'ultimo colpo per Trump è giunto venerdì, quando la Corte Suprema ha respinto una causa dello Stato del Texas che accusava Michigan, Georgia, Pennsylvania e Wisconsin di violare gli statuti delle proprie legislature statali sulle regole elettorali relative a schede elettorali non sicure. La Corte Suprema ha respinto la causa del Texas, affermando che non era riuscita a suscitare "un interesse giuridicamente valido nel modo in cui un altro Stato conduce le sue elezioni", in sostanza un modo formale ed educato per dire che non si trattano di fatti suoi.

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