13:28 24 Gennaio 2021
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La pandemia fa piangere anche le grandi firme della moda mondiale, così a New York alcuni non pagano gli affitti alle società immobiliari, ma la Grande mela forse dovrà ripensare sé stessa.

A quanto pare la pandemia fa piangere anche i ricchi a New York, tanto che i negozi del lusso non stanno pagando da mesi i canoni mensili ai rispettivi proprietari, che il più delle volte sono grandi società immobiliari. Del resto prendere in affitto un negozio a Manhattan non è certo alla portata di tutti.

Così Sky Tg24 fa notare che Valentino si è rivolto addirittura ai tribunali pur di non pagare gli 1,6 milioni di dollari di affitto mensile: almeno una riduzione, chiede. Ma non è l’unico, Hugo Boss e Michael Kors sono stati invece accusati dal loro proprietario di non pagare gli affitti che valgono 7 milioni di USD complessivi al mese.

Non proprio cifre da poco e che in altri ambiti consentirebbero di risolvere non pochi problemi, ma tanto valgono al momento i locali commerciali a Manhattan, anche se c’è da giurarci che tra qualche mese i prezzi crolleranno in maniera sensibile.

Sempre Sky TG24 racconta che 100 mila metri quadrati di attività commerciali sono stati abbandonati dai commercianti e sono 900 mila i lavoratori che non affollano più le grandi strade della città che non dorme mai. Molti di questi lavoratori sono impiegati che possono godersi le pantofole mentre gestiscono le attività dell’impiego da casa, ma altri invece hanno perso il lavoro e piangono.

Manhattan trasformata dalla pandemia

Il professore di storia Alessandro Barbero la scorsa estate lo aveva detto durante una delle rare conferenze che ha tenuto quest’anno, le pandemie nella storia hanno sempre cambiato il corso degli eventi e lo hanno fatto più degli uomini in alcuni casi.

Ora anche New York potrebbe uscirne trasformata dalla pandemia. A quanto pare le grandi società immobiliari stanno pensando di trasformare le migliaia di metri quadrati di spazi vuoti, in appartamenti. Sì, perché se la pandemia andrà via tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 con la somministrazione del vaccino a tutta la popolazione, determinate abitudini non si perderanno e non si perderà l’home working (smart working), che potrebbe anche essere trasferito da casa a spazi di collaborazione nei quartieri residenziali, una sorta di spazi di co-working di quartiere, più vicini agli affetti, più prossimi alla propria abitazione, più distanti dal caos cittadino e da metropolitane che esplodevano di umanità stressata.

Le città dovranno ripensare sé stesse, forse.

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