18:55 07 Maggio 2021
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Coronavirus nel mondo: oltre 30 milioni contagiati (384)
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Nella Striscia di Gaza sono già stati registrati più di 26mila casi di coronavirus e oltre 160 morti. E mentre nell'enclave palestinese stanno finendo gli equipaggiamenti essenziali, uno specialista che lavora in uno degli ospedali locali dice che il governo di Gaza ha bisogno di assistenza, altrimenti la crisi sanitaria continuerà ad aggravarsi.

Israele afferma di essere disposto ad aiutare le autorità della Striscia di Gaza per frenare la diffusione del coronavirus fornendogli vaccini, hanno riferito i media israeliani.

L'offerta di Tel Aviv è in cambio dei corpi di due soldati israeliani che si ritiene siano costuditi da Hamas, un gruppo islamico che lo Stato ebraico considera terrorista.

La scorsa settimana una delegazione egiziana ha visitato la Striscia e ha incontrato la leadership di Hamas per discutere una serie di questioni scottanti; si ritiene che il deterioramento della situazione sanitaria nell'enclave sia stata al centro dell'agenda.

Crisi sanitaria ingestibile

Nelle ultime settimane la crisi sanitaria a Gaza si è accentuata e sta finendo fuori controllo.

Secondo quanto riferito, ogni giorno nell'enclave palestinese si registrano mille nuovi casi e tutti gli ospedali sono attualmente occupati da pazienti affetti da coronavirus.


Ma Ahmed Al Najiy, un medico palestinese specializzato nel trattamento del Covid-19 presso l'ospedale europeo di Gaza, afferma che la situazione è più grave di quanto riportato attualmente.

"Il nostro ospedale riceve fino a 70 pazienti in condizioni critiche al giorno. Per un ospedale che ha solo 360 posti letto questo è difficile. Inoltre, il tasso di infezione ha superato da tempo il 30% e posso affermare con sicurezza che il numero di casi aumenterà solo col tempo."

Il problema, dice Al Najiy, è che la Striscia di Gaza ha già registrato più di 26mila casi di Covid ed oltre 160 morti, e non ha mezzi per combattere l'impeto della pandemia.

Recentemente è stato riferito che l'enclave aveva smesso di effettuare i tamponi, semplicemente perché le autorità avevano finito i kit.

Mancano anche altre attrezzature essenziali. La Striscia di Gaza ha solo 100 ventilatori polmonari che dovrebbero soddisfare le esigenze dei due milioni di persone che risiedono nell'enclave. 79 di questi sono già utilizzati dai pazienti con coronavirus.

Tentativi per contenere diffusione coronavirus

Nel tentativo di contenere i contagi, venerdì le autorità di Gaza hanno imposto un coprifuoco nel fine settimana che durerà fino alla fine del mese.

Hanno anche esortato la gente a rispettare le misure preventive, compreso il mantenimento delle distanze sociali e dell'igiene, ed hanno invitato la comunità internazionale ad aiutare l'enclave nella lotta per gestire la crisi.

Tuttavia, Al Najiy ritiene che queste misure siano una goccia nel mare.

"Prima di tutto, molte persone nella Striscia non rispettano le norme stabilite dalle autorità, cosa che contribuisce alla diffusione della malattia e, in secondo luogo, abbiamo sicuramente bisogno di più attrezzature mediche e assistenza per gestire la crisi".

Hamas ha già ricevuto assistenza dall'Autorità Palestinese e da Israele, ottenendo kit per i test, mascherine ed altre attrezzature di base. Anche medici israeliani hanno visitato la Striscia per assistere specialisti locali nella gestione della pandemia.

Tuttavia, dato che lo Stato ebraico (così come un certo numero di altri Paesi - ndr) considera Hamas un'organizzazione terroristica, si astiene dal fornirgli troppa assistenza e Al Najiy afferma che se gli aiuti non iniziano ad arrivare, sarà solo una questione di tempo prima che la situazione diventi ingestibile.

"Abbiamo paura di perdere presto il controllo della situazione e allora solo Dio sa cosa accadrà", ha avvertito.

Tema:
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Tags:
Palestina, Coronavirus, Striscia di Gaza
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