12:43 11 Aprile 2021
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Il capo dell'opposizione venezuelana, Juan Guaidó, potrà impugnare la sentenza della corte d'appello sull'accesso alle riserve auree depositate presso la Banca d'Inghilterra. Lo ha deciso la Corte Suprema di Gran Bretagna.

La battaglia sulle riserve auree venezuelane continua con un punto a favore di Juan Guaidó, che potrà impugnare la sentenza della Corte d'Appello dello scorso ottobre. Lo ha deciso la Corte Suprema britannica. 

"Il permesso di appello è stato concesso su tutti i punti", ha confermato a Sputnik la portavoce della più alta corte di giurisdizione del Regno Unito. 

"Dopo aver esaminato la richiesta del ricorrente di autorizzazione a presentare ricorso contro l'ordinanza emessa dalla Corte d'appello il 6 ottobre 2020 e l'avviso di opposizione presentato dal convenuto, la Corte ha ordinato che al ricorrente fosse concesso il permesso di presentare ricorso", si legge nell'ordinanza del tribunale.

Il centro della disputa su cui si gioca la partita è il riconoscimento di Maduro come presidente "de facto" del governo britannico, dal momento che Londra, mentre dice di riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim, mantiene normali rapporti diplomatici con Caracas. 

La corte d'appello ha deferito il caso al tribunale commerciale per chiedere chiarimenti al ministero degli Esteri britannico in merito alla sua posizione riguardo a Guaidó.

Lo scorso 5 ottobre tre giudici della corte d'appello hanno ribaltato la precedente sentenza della Corte Suprema, accogliendo il reclamo della Banca Centrale del Venezuela contro la Banca D'Inghilterra, che rifiuta di restituire le riserve auree venezuelane a Caracas. Juan Guaidó potrà impugnare questa sentenza davanti al tribunale britannico.

La battaglia legale per l'oro venezuelano

La battaglia legale per l'oro è iniziata dopo che Guaidó si è dichiarato presidente ad interim sulla scia delle proteste pubbliche in Venezuela nel gennaio 2019 . Successivamente, la Banca d'Inghilterra ha rifiutato di soddisfare una richiesta della Banca centrale venezuelana (BCV) di avere accesso ai lingotti d'oro, del valore stimato di $ 1,2 miliardi, per acquistare medicinali e attrezzature per affrontare la pandemia COVID-19.

A maggio, la Banca centrale del Venezuela (BCV) ha intentato una causa contro la Banca d'Inghilterra per recuperare il controllo sui suoi fondi depositati in Regno Unito, dopo che il governo Maduro ha affermato di averne bisogno per combattere contro il coronavirus.

La Banca d'Inghilterra, che non era pronta a restituire i fondi alla BCV, ha chiesto alla corte britannica di decidere chi deve essere riconosciuto come il vero presidente dal governo britannico. A luglio, l'Alta corte britannica ha deciso che fosse Guaido a essere riconosciuto "inequivocabilmente" dal Regno Unito come presidente del Venezuela e solo il suo governo ha il diritto di chiedere alla Banca d'Inghilterra la restituzione di circa 1,2 miliardi di dollari di riserve.

Caracas ha impugnato la decisione alla Corte d'Appello del Regno Unito, sostenendo la tesi per cui se Londra mantiene le relazioni diplomatiche con il Venezuela, riconosce de facto il governo di Maduro. E proprio su questo punto, durante l'udienza del processo che si è conclusa questa settimana, ha insistito il team legale di Maduro.

"Guaidó non è stato nominato, si è dichiarato presidente", ha detto alla Corte d'Appello l'avvocato della BCV, Dan Sarooshi. 

 

Tags:
Nicolas Maduro, Juan Guaidó, Venezuela, Gran Bretagna
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