10:26 23 Gennaio 2021
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Il presidente bielorusso ha espresso l'approvazione per importanti cambiamenti del sistema politico del paese, comprese alcune modifiche alla costituzione, sulla scia delle elezioni del 9 agosto, che lo hanno visto rieletto per il sesto mandato consecutivo ma che sono state anche accompagnate da proteste di piazza.

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha espresso la sua approvazione per la ridistribuzione dei poteri tra i vari rami del governo e ha promesso che tale processo si svolgerà in modo trasparente e democratico.

“Tutti dicono che è necessaria una ridistribuzione dei poteri. Ho sempre aggiunto: ridistribuiremo i poteri e ne daremo di aggiuntivi a coloro che ne sono privi. Ma questi ultimi riceveranno anche ulteriori responsabilità”, ha detto Lukashenko al suo gabinetto lunedì.

Secondo il capo dello Stato, lo schema potrebbe funzionare come segue: “il governo presenta una misura a titolo oneroso; il parlamento la approva, se si tratta di una legge; il capo dello Stato la firma o la respinge se uno qualsiasi dei principi stabiliti dall'Assemblea popolare bielorussa viene violato. I principi fondamentali per il funzionamento del nostro Stato per i prossimi cinque anni saranno stabiliti da questo congresso del popolo".

"Questo è un accordo assolutamente trasparente, bello e democratico", ha sottolineato Lukashenko.

L'Assemblea popolare bielorussa è un congresso di membri del governo, altri alti funzionari, leader industriali e sindacali, scienziati, esponenti della cultura e altri. Riunendosi ogni cinque anni, l'Assemblea valuta e approva le principali direttive e parametri di sviluppo dello Stato per il prossimo quinquennio. L'ente ha tenuto la sua ultima riunione nel 2016 e quindi la prossima è prevista per il 2021.

Svetlana Tikhanovskaya (foto d'archivio)
© AFP 2020 / Claudio Bresciani / TT News Agency

La ridistribuzione dei poteri dalla presidenza ad altri rami del governo è uno dei numerosi accordi annunciati dal governo bielorusso dopo le elezioni del 9 agosto. Alla fine di novembre Lukashenko ha dichiarato che non sarebbe rimasto presidente una volta approvati gli emendamenti alla costituzione del paese.

Lukashenko, 66 anni, dal 1994 è presidente della Bielorussia, che ha guidando fuori dalla calamità economica causata dal crollo dell'Unione Sovietica, riuscendo a salvare molte delle principali imprese industriali del paese e il suo settore agricolo, passando gradualmente a un'economia sociale di mercato. L'opposizione bielorussa lo ha regolarmente accusato di brogli elettorali, con lui che ha apertamente negato. Ad agosto, dopo aver vinto le seste elezioni consecutive, è stato accusato dal leader dell'opposizione unitaria Svetlana Tikhanovskaya di averle rubato a vittoria. Quest'ultima è fuggita in Lituania, da dove ne ha richiesto le dimissioni e la cessione del potere all'opposizione.

Lukashenko ha respinto le accuse della Tikhanovskaya, accusando a sua volta l'opposizione di ricevere il sostegno finanziario e politico delle potenze occidentali interessate a trasformare il paese in una loro colonia.

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