11:47 24 Gennaio 2021
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L'arma usata per assassinare il fisico nucleare iraniano Mohsen Fakhrizadeh era controllata a distanza da un satellite. Lo ha detto domenica il brigadier generale Ramazan Sharif, portavoce del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC).

Mohsen Fakhrizadeh, una delle figure chiave del programma nucleare iraniano e capo del Centro per l'innovazione del Ministero della Difesa, è morto a seguito di un attacco vicino a Teheran il 27 novembre.

Citato dal portale di notizie dell'IRGC Sepah News, Sharif ha affermato che l'assassinio è stato effettuato con l'uso di "un'apparecchiatura elettronica avanzata controllata da un satellite".

Che Fakhrizadeh avrebbe potuto essere assassinato in questo modo era stato precedentemente riferito anche dall'agenzia di stampa statale iraniana Al-Alam, che aveva citato fonti.

Secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars, il fisico è stato ucciso da un'arma da fuoco telecomandata, installata in un'auto Nissan a una distanza di 150 metri. Il fatto che, tranne Fakhrizadeh e le sue guardie del corpo, nessun'altra persona fosse presente sul luogo dell'assassinio è stato successivamente confermato dalle autorità iraniane.

I funzionari di Teheran hanno accusato dell'omicidio Israele e l'Esercito di Liberazione Nazionale dell'Iran, organizzazione che si batte contro la teocrazia islamica, giurando vendetta. Alcuni funzionari iraniani hanno anche sottolineato il coinvolgimento di Stati Uniti e Arabia Saudita.

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