10:36 22 Gennaio 2021
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L’omicidio di Mohsen Fakhrizadeh, direttore del programma nucleare iraniano, potrebbe nuovamente gettare il Medio Oriente sull’orlo di un conflitto.

Teheran ha incolpato di tutto Israele e ha gridato vendetta. Tel Aviv e Washington si sono astenute dal rilasciare commenti, ma Trump ha ritwittato un post in cui si diceva che Mossad era da tempo sulle tracce di Fakhrizadeh. Sputnik in questo articolo cerca di capire di cosa sarà foriera per la regione la morte dell’Oppenheimer iraniano.

L’ONU prende atto dell’avvenuto

“Impietosi mercenari hanno ucciso il fisico nucleare Mohsen Fakhrizadeh. Le autorità competenti sono tenute a indagare sull’illecito e a punire i colpevoli. È fondamentale prendere il controllo sulle soluzioni scientifiche e tecniche messe a punto dal nostro martire”, ha dichiarato al popolo Ali Khamenei, Guida suprema dell’Iran.

In maniera analoga si è espresso in merito all’omicidio del “padre della bomba nucleare iraniana” (così Fakhrizadeh era definito dai servizi speciali occidentali e israeliani) anche Hassan Rouhani. Il presidente ha incolpato direttamente Mossad, l’intelligence israeliana, e ha avvisato che a breve vi sarà una risposta da Teheran. “Israele vuole seminare il caos, ma non ne uscirà nulla di buono. L’Iran ricorda che Joe Biden vuole il dialogo, non lo scontro”, dichiara Rouhani.

Majid Takht-Ravanchi, rappresentante permanente dell’Iran all’ONU, ha inviato al segretario generale dell’ONU Antonio Guterres una lettera per richiedere che questo crimine venga giudicato. L’ONU ha risposto “di aver preso atto della notizia dell’assassinio dello scienziato” e invita a evitare una escalation di violenza.

Un omicidio a distanza

La morte di Fakhrizadeh ha spinto gli iraniani a manifestare in strada. Tutti sapevano che negli ultimi mesi proprio grazie alla direzione del defunto scienziato erano in corso le ricerche per lo sviluppo del vaccino iraniano contro il coronavirus. Il popolo si è indignato per il fatto che le autorità non si siano curate maggiormente di garantire la sicurezza dello scienziato. A Teheran, Qom e Mashhad il popolo grida “non si scenda a compromessi, dichiariamo guerra agli USA”.

A colpire gli iraniani sono state anche le circostanze che hanno caratterizzato la morte di Fakhrizadeh. “Una automobile blindata viaggiava accompagnata dalla scorta. Le macchine anteriori della scorta si distaccarono dalla colonna per verificare la situazione del percorso. L’attenzione dello scienziato fu richiamata da alcuni suoni provenienti da fuori. Dunque, uscì dalla macchina e fu aperto il fuoco su di lui da un’automobile controllata da remoto”, comunica l’agenzia di stampa iraniana Fars.

La versione secondo cui la macchina sarebbe stata comandata a distanza ha suscitato molti dubbi.

Tuttavia, questo è stato un pretesto per un aumento delle critiche rivolte verso le autorità e il presidente stesso. A Rouhani il popolo ha ricordato tutte le omissioni, prima tra tutte l’incapacità di vendicarsi degli americani per l’assassinio a inizio anno di Qasem Soleimani, capo di una unità delle Guardie della rivoluzione.

Il presidente è stato criticato anche per l’eccessiva leggerezza adottata nel dialogo con l’Agenzia internazionale per l'energia atomica. Se Teheran non darà una risposta decisa nemmeno questa volta, i manifestanti minacciano di non sostenere Rouhani alle elezioni presidenziali previste per l’estate.

Centrale nucleare in Iran
© AP Photo / ISNA, Hamid Foroutan, File

Il parlamento iraniano ha effettuato una seduta in cui è stato approvato il Piano strategico di azione per la rimozione delle sanzioni. Il documento prevede il riesame delle condizioni previste nell’ambito dell’Accordo sul nucleare. I deputati hanno deciso di accelerare lo sviluppo del proprio programma nucleare qualora non saranno rimosse le sanzioni economiche.

L’Oppenheimer iraniano

La personalità che si occupava di sviluppare il programma nucleare è rimasta ignota per lungo tempo. Si venne a sapere di Mohsen Fakhrizadeh all’inizio degli anni 2000 mediante il gruppo Mojahedin del Popolo Iraniano, ostile al regime di Teheran. Su Internet furono resi noti anche i nomi di altri fisici nucleari che dall’inizio degli anni 2010 subirono degli attenti a seguito dei quali 4 scienziati persero la vita.

Nel 2018 Benjamin Netanyahu comunicò che i servizi segreti israeliani erano entrati in possesso di documenti iraniani circa il programma nucleare nei quali si menzionava nuovamente Fakhrizadeh. Dunque, gli israeliani conclusero che lo scienziato fosse a capo del programma nucleare. Emerse che il fisico stesse guidando anche il progetto militare segreto di Teheran finalizzato a creare una testata nucleare per missili balistici, progetto che era stato messo in stallo nel 2003.

“Ricordatevi questo nome: Fakhrizadeh”, dichiarò Netanyahu.

Trump sfruttò i dati dei servizi segreti per uscire dall’Accordo sul nucleare e per irrogare ulteriori sanzioni ai danni di Teheran. Non convinsero affatto le dichiarazioni delle autorità iraniane sulle presunte finalità pacifiche del loro programma nucleare. Ben presto anche la Repubblica Islamica si rifiutò di adempiere alle condizioni dell’accordo.

“Non ne ho idea”

Ufficialmente Israele non si è preso la responsabilità per l’assassinio di Fakhrizadeh. Benjamin Netanyahu si è astenuto dal rilasciare commenti. Tzachi Hanegbi, suo aiutante e ministro israeliano agli Affari degli Insediamenti, ha dichiarato “di non avere idea di chi vi sia dietro all’assassinio”. 

Nel frattempo il giornalista israeliano Yossi Melman ha scritto su Twitter che Mossad già da molti anni seguiva le orme degli scienziati iraniani. Questo messaggio è stato ritwittato da Donald Trump. A questo la Casa Bianca non ha dato seguito in alcun modo in merito all’assassinio di fisica nucleare.

The New York Times conferma che responsabile della morte di Fakhrizadeh potrebbe effettivamente essere Israele.

Nonostante i complessi rapporti con l’Iran, anche le autorità emiratensi e giordane hanno condannato l’omicidio. La Cina ha dichiarato di essere “scioccata dalla morte dello scienziato” e chiede che si indaghi sulle circostanze del reato.

Heiko Maas, ministro tedesco degli Esteri, ha invitato le autorità iraniane a “mantenere la calma” e a non inasprire la situazione prima della presa di servizio della nuova amministrazione USA. Anche il Ministero russo degli Esteri ha criticato l’assassinio.

Evitare il conflitto
“Se gli iraniani adotteranno la legge sullo sviluppo accelerato del programma nucleare, questo ostacolerà il desiderio di Biden di tornare nell’Accordo sul nucleare. Il documento prevede di incrementare i livelli di uranio arricchito fino al 20%. Per ora non si tratta di uranio finalizzato a usi bellici, ma il rischio è reale”, spiega Andrey Baklitsky, analista dell’Istituto di studi internazionali del MGIMO. “Un’altra minaccia è legata all’uscita di Teheran dall’accordo di garanzia dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica. Ciò significa che gli ispettori dell’Agenzia perderanno la possibilità di verificare i siti nucleari iraniani”.

Secondo l’esperto, Israele e Stati Uniti potrebbero sfruttare questo pretesto per attaccare l’Iran. Tuttavia, l’esperto dubita che gli iraniani approvino questo progetto di legge. I politici locali, infatti, comprendono bene le implicazioni legate alla sua approvazione.

Persino l’ayatollah Khamenei desidera che l’incubo delle sanzioni finisca. Conta sul fatto che con la nuova amministrazione statunitense la situazione migliori. Infatti all’Iran non conviene fare il primo passo approvando rigide norme”, afferma Baklitsky.

Il politologo ritiene che nonostante le dichiarazioni di Biden in merito all’intento di aderire nuovamente all’accordo sul nucleare fino al suo arrivo alla Casa Bianca potrebbero verificarsi ancora diverse provocazioni. “Finché al potere vi sarà Trump, l’attività israeliana ostile all’Iran non avrà alcun limite. Se presupponiamo che sarà avviato un conflitto contro l’Iran, gli Stati Uniti con l’amministrazione Trump si uniranno a tale conflitto prendendo le parti di Israele. Teheran è a conoscenza di questo e pertanto sta provando a evitare il conflitto fino alla presa di servizio della nuova amministrazione di Washington”.

Un’eredità pesante

Polina Vasilenko, iranista ed esperta del Consiglio russo agli Affari internazionali,

è d’accordo sul fatto che Teheran non abbia intenzione di combattere. Tuttavia la pazienza potrebbe finire.

“Per il momento le proteste legate alla morte di Fakhrizadeh non possono essere ancora definite di massa. La popolazione, tuttavia, è scontenta: quanto ancora dovrà sopportare simili comportamenti da parte di Israele e Stati Uniti. Se le autorità non risponderanno all’assassinio dello scienziato, giocheranno a favore di Trump. Biden riceverà in eredità un conflitto che non sarà in grado di interrompere in breve tempo”, spiega Vasilenko.

Tuttavia, a suo avviso, lo sviluppo delle tecnologie nucleari in Iran non si limiterà all’assassinio dello scienziato. Vasilenko è convinta del fatto che l’Iran continuerà le ricerche per elaborare un vaccino contro il coronavirus.

“Fakhrizadeh non era l’unico ad occuparsi degli studi nell’ambito delle tecnologie nucleari o dei virus. Il sistema è basato sul principio della continuità e della complementarietà fra scienziati. Tuttavia l’omicidio del fisico nucleare ha scatenato una serie di manifestazioni significative all’interno della società iraniana. Se prevarrà il pragmatismo degli iraniani e non si procederà all’ulteriore inasprimento della situazione, questi otterranno qualcosa in cambio. Al momento l’aspetto più importante è procedere alla rimozione delle sanzioni”, sottolinea l’esperta.

Ad ogni modo l’esperta non crede che con l’arrivo di Biden le relazioni tra i due Paesi cambieranno in maniera significativa. Dopotutto le sanzioni irrogate ai danni di Teheran dall’amministrazione Trump sono state adottate con l’approvazione del Congresso e i democratici non sono riusciti a evitarlo.

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