09:19 23 Gennaio 2021
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Un dispositivo elettromeccanico Enigma, che i nazisti utilizzavano per cifrare i messaggi e inviare disposizioni alle forze armate tedesche in tutta Europa durante la Seconda guerra mondiale, è stato scoperto accidentalmente nelle profondità del Mar Bianco.

I subacquei tedeschi, alla ricerca di reti da pesca abbandonate nel Mar Baltico e minacciose per la vita marina, si sono imbattuti in una macchina cifratrice Enigma, utilizzata dalla Wehrmacht durante la Seconda guerra mondiale. Ritengono che sia finita in mare da un sottomarino affondato, riferisce la Reuters.

​Questi uomini, assunti dal World Wide Fund for Nature (WWF), inizialmente credevano di aver scoperto una semplice macchina da scrivere meccanica aggrovigliata in una rete nei fondali della baia di Gelting, vicino alla costa settentrionale della Germania. Tuttavia, un archeologo, si è presto reso conto di cosa in realtà si trattasse.

​Un oggetto raro e prezioso

La Wehrmacht utilizzò queste macchine, progettate poco dopo la Prima guerra mondiale per scopi commerciali, per inviare e ricevere messaggi segreti durante la Seconda guerra mondiale. Furono i crittografi britannici guidati da Alan Turing, una delle più grandi menti matematiche del secolo scorso, a riuscire a decifrare il codice, aiutando gli alleati a ottenere un vantaggio nella lotta contro i nazisti.

Poco prima della resa della Germania nel maggio 1945, gli equipaggi di una cinquantina di sottomarini eseguirono l'ordine di affondare le loro navi nella baia di Gelting, vicino al confine danese, per evitarne la consegna agli Alleati. La distruzione dei dispositivi di crittografia faceva parte di quell'ordine.

Complessivamente, i tedeschi affondarono più di 200 dei loro sottomarini nel Mare del Nord e nel Mar Baltico alla fine della guerra.

Il dispositivo Enigma, che assomiglia a una macchina da scrivere, consisteva in una tastiera e ingranaggi che codificavano i messaggi. Sebbene siano state prodotte diverse centinaia di migliaia di macchine, ne esistono ancora solo poche centinaia. Gli esemplari in buono stato vanno all’asta per decine di migliaia di euro ma questo appena ritrovato sarà consegnato al Museo Archeologico di Schleswig.

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