11:56 22 Gennaio 2021
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Una terza guerra mondiale frammentata, è questo quello che vive il mondo. Papa Francesco parla di amicizia sociale, tema a lui caro, e ripropone un concetto più volte espresso durante il suo pontificato.

“Guardiamo il mondo così com'è. Guerre su tutti i fronti. Stiamo vivendo la terza guerra mondiale a pezzi. E questa non è amicizia sociale”, ha detto papa Francesco in un video messaggio inviato alla 23 esima Giornata pastorale sociale a Buenos Aires, quest’anno dedicata alla cultura dell’incontro.

Papa Francesco guarda a tutti i tipi di divisioni, a quelle che creano disarmonia nella società e che finiscono per creare emarginazione, povertà, odio sociale.

Guarda alla libertà di parola e di espressione, alla sopraffazione verbale che non lascia spazio all’ascolto.

“Guardiamo a molti paesi dove non si può parlare, si urla. Prima che l'altro finisca di dire il suo pensiero, gli rispondiamo già senza averlo ascoltato. Non ci può essere amicizia sociale senza ascoltare, senza ascoltare l'altra persona. E per ascoltare l'altra persona ci deve essere nel mio cuore la presunzione che l'altra persona abbia qualcosa di buono da dirmi.”

I due nemici dell’amicizia sociale

Papa Francesco individua quelli che ritiene essere i nemici dell’amicizia sociale, ovvero le “ideologie che comandano tutto” e che “riescono a disarmare il concreto della natura umana.”

Mentre il secondo nemico dell’amicizia sociale sono le passioni, perché secondo il Papa “la passione cerca spesso di eliminare l’altro. E di impedire che l’altro prenda il suo posto”.

Come capire se c’è amicizia sociale intorno a noi

C’è un modo per capire se nel contesto sociale nel quale viviamo c’è amicizia sociale? Secondo il Pontefice sì, ed è questo:

“Se c'è amicizia sociale non dovrebbero esserci guerre, né necessità di alcun tipo, né educazione che non funziona bene (...) Dai risultati ci renderemo conto se ci sarà un'amicizia sociale”.

“Ma non dimentichiamo i due grandi nemici: le ideologie che vogliono impadronirsi dell'esperienza di un popolo, e le passioni, che sono sempre come un rullo compressore, che va avanti e distrugge invece di dialogare (…) Non riflettete con la testa fra le nuvole, riflettere con i piedi per terra, con dati concreti”, è l’invito finale di papa Francesco.
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