23:07 15 Gennaio 2021
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Il Paese dell'Africa Sud-Occidentale, alle prese con un'ondata di siccità senza precedenti, ha deciso di vendere 170 elefanti per ovviare alle incursioni sempre più frequenti degli animali nei centri abitati. Ma gli acquirenti dovranno soddisfare requisiti rigorosi.

I continui incidenti nei villaggi e la siccità sono tra i motivi che hanno spinto il ministero dell’Ambiente della Namibia a mettere in vendita oltre 170 elefanti.

L’annuncio, come riferisce il quotidiano britannico The Guardian, è stato pubblicato sul New Era, il giornale di proprietà del governo. Si parla di un aumento degli “incidenti” legati a questi esemplari, che rischiano l’estinzione a causa del bracconaggio e delle difficili condizioni climatiche nel Paese.

L’obiettivo dello Stato dell’Africa Sud-Occidentale, quindi, è quello di trovare un compromesso tra la protezione delle specie animali in via di estinzione e i danni provocati dalle incursioni nei centri abitati. 

Grazie anche al sostegno internazionale, infatti, i programmi per la conservazione della specie hanno portato la popolazione degli elefanti a triplicare nel giro di quasi 25 anni. Da 7.500 nel 1995 gli esemplari sono diventati 24mila nel 2019.

Secondo quanto riferito da Askanews, che cita lo stesso inserto pubblicato sul New Era, ad essere catturate per essere messe in vendita saranno “intere mandrie”, per far sì che i piccoli non restino abbandonati.

I criteri per la vendita, inoltre, saranno molto rigorosi ed includono la presenza di strutture per la quarantena e recinzioni certificate nelle proprietà dove saranno accolti gli animali.

In più, gli acquirenti dovranno soddisfare i requisiti della Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES) in Namibia e nel Paese di esportazione.

Non è la prima volta che lo Stato africano, che dal 2019 sta affrontando la peggiore siccità da cento anni a questa parte, mette in vendita animali vivi. Lo scorso ottobre a finire sul mercato sono stati un centinaio di bufali, 70 femmine e 30 maschi, del Waterberg Plateau Park. Lo scopo, anche in quel caso, era quello di “alleggerire la pressione sui pascoli”. Nel 2019 ad andare all’asta, invece, sono stati un migliaio di animali provenienti anch’essi dai parchi nazionali.

Lo scorso anno, sempre a causa della siccità, la Namibia ha preso in considerazione il ritiro dal regolamento per il commercio globale delle specie in via estinzione, dopo che diverse nazioni si sono rifiutate di allentare le restrizioni sulla caccia e l’esportazione dei rinoceronti bianchi, durante un incontro del Cites.

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