12:50 11 Maggio 2021
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La presidente della Commissione Ue starebbe pensando a una cooperazione rafforzata senza i due Paesi dissidenti. Lo riferiscono fonti interne citate dalla stampa.

La Commissione è intenzionata ad andare avanti con il Recovery Fund anche senza Polonia e Ungheria, se durante il Consiglio del 10 e 11 dicembre non si troverà una soluzione allo stallo sul pacchetto di aiuti europei, dopo il veto dei due Paesi contrari al meccanismo dello stato di diritto. 

L'ipotesi alternativa è quella di una cooperazione rafforzata a 25 per il Recovery Fund. Ne avrebbe parlato in videoconferenza Ursula Von Der Leyen con il presidente dell'europarlamento, David Sassoli, secondo quanto riferisce Politico, citando due fonti interne. 

Le soluzioni alternative

Un alto funzionario della Commissione ha parlato di "soluzioni" alternative da mettere in atto "rapidamente" per aggirare il veto di Ungheria e Polonia su bilancio Ue e piano aiuti.

Tra le soluzioni possibili appare la cooperazione rafforzata a 25 o la creazione di un fondo specifico. 

La cooperazione rafforzata è un procedimento previsto dai trattati dell'UE, per permettere a un gruppo di paesi di andare avanti in assenza dell' unanimità tra i 27.

L'altra ipotesi è quella dell'istituzione di un fondo al di fuori della Ue attraverso un trattato intergovernativo, per aggirare il veto Ue.

Percorrere la strada intergovernativa potrebbe essere più complessa, perché vorrebbe dire "reinventare completamente la ruota, e questo richiede un po' di tempo", ed aumenterebbe l'indebitamento dei Paesi, ha rilevato il funzionario della Commissione.

Il lancio di un fondo di recupero potrebbe influire sull'approvazione del Quadro di Finanziamento Pluriennale. 

La trattativa con Polonia e Ungheria

Polonia e Ungheria hanno posto il veto sul bilancio pluriennale dell'Unione Europea per 2021-2027 e sul pacchetto di aiuti per i Paesi colpiti dal Covid-19. Le autorità polacche e ungheresi si sono opposte ai piani per distribuire il bilancio dell'UE in base al rispetto dello Stato di diritto da parte dei paesi membri, in quanto non sono d'accordo con Bruxelles nella questione di valutazione delle norme legali. 

La cancelliera tedesca Angela Merkel, presidente di turno del Consiglio Ue, nei giorni scorsi ha mostrato un'apertura per alcune concessioni, ma Viktor Orban e Mateusz Morawiecki hanno rifiutato le proposte di mediazione, ritenendo incompatibile il meccanismo dello stato di diritto con i Trattati Ue. 

Tags:
Viktor Orban, David Sassoli, Ursula von der Leyen, UE
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