12:03 22 Gennaio 2021
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilasciato un video messaggio nella serata di ieri, affermando ancora una volta di ritenere che il sistema elettorale americano si trova "sotto assedio".

Trump non si dà per vinto e ad un mese dall'election day torna all'attacco con un videomessaggio al vetriolo, nel quale ha ribadito i propri sospetti circa il fatto che negli Stati Uniti si sia consumata una frode elettorale nel corso delle passate elezioni del 3 novembre.

"Una volta avevamo quello che era chiamato l'election day. Ora abbiamo diversi election day, che durano settimane e mesi. Sono successe molte cose negative durante questo periodo ridicolo. Specialmente quando non devi provare quasi nulla per esercitare il nostro più grande privilegio: il diritto di voto. Come presidente, non ho dovere più grande che difendere le nostre leggi e la Costituzione degli Stati Uniti. E' per questo che sono determinato a proteggere il nostro sistema elettorale, che è ora sotto assalto e assedio coordinato", sono state le dure parole del tycoon.

Trump ha quindi dichiarato la propria intenzione di ergersi a protezione del processo costituzionale e di assicurare la trasparenza del voto:

"Il processo costituzionale deve continuare. Difenderemo l'onestà del voto assicurandoci che ogni scheda legale sia contata, e che non sia contata alcuna scheda illegale", ha proseguito Trump ritornando sul leit motiv che ha caratterizzato la sua retorica nell'ultimo mese.

Le critiche al voto digitale

Il presidente USA non ha poi risparmiato critiche ai sistemi di voto digitale di Dominion Voting Systems, definendoli a rischio brogli, e auspicando il ritorno alle schede cartacee:

"Dobbiamo ritornare alla carta. Forse ci vorrà di più, ma è l'unico sistema sicuro, non come questi sistemi che nessuno comprende, tra cui, in molti casi, le persone che li fanno funzionare; anche se, purtroppo, penso che lo sappiano anche troppo bene", ha detto ancora il capo di stato americano.

"Il mondo intero sta guardando"

Trump ha insistito poi sul fatto che l'intero processo elettorale sia stato messo al servizio della "macchina politica democratica", che a suo modo di vedere avrebbe portato a una frode elettorale in tantissimi centri americani "da Detroit a Philadeplphia, a Milwaukee e Atlanta".

In particolare, il tycoon ha fatto ancora una volta riferimento alla circostanza secondo a Biden sarebbero stati attribuiti moltissimi voti illegali, giunti in ritardo, oppure espressi da persone morte o non residenti in un determinato stato, sfruttando anche la pandemia di Covid.

In molti stati poi, secondo Trump, si sarebbe assistito ad una strana concentrazione di schede in orari molto precisi e in questo senso è stato citato l'esempio del Wisconsin, dove secondo i repubblicani nel corso della notte del voto sarebbero arrivati, in maniera molto sospetta, decine di migliaia di consensi per Biden tutti nello stesso momento.

"Hanno usato la pandemia come scusa per inviare per posta decine di milioni di schede, che alla fine hanno costituito una grande parte della frode. Una frode che tutto il mondo sta guardando", ha concluso Trump.

Le elezioni presidenziali americane

Dopo le elezioni del 3 novembre i principali media statunitensi si sono affrettati a dichiarare vincitore il democratico Joe Biden, anche se Trump ha affermato che la vittoria sarebbe stata sua se non fosse stato per le gravi violazioni durante il voto per corrispondenza e i "brogli" dei colleghi democratici di Biden. Lo staff di Trump ha intentato diverse cause legali in Stati-chiave  in cui ritiene che siano avvenuti brogli elettorali di massa.

A partire dal 27 novembre Georgia, Michigan, Nevada e Pennsylvania hanno certificato i risultati delle loro elezioni a favore di Joe Biden, mentre lunedì scorso è stato il turno del Wisconsin, dove è emerso che l'ex vice di Barack Obama abbia addirittura aumentato il proprio margine di 80 voti, nonostante Trump abbia investito una somma pari a 3 milioni di dollari per effettuare il riconteggio.

E' ora previsto che il collegio elettorale si riunisca il 14 dicembre per eleggere il prossimo Presidente degli Stati Uniti.

Nonostante una così forte opposizione ai risultati elettorali dello staff di Trump, è iniziato il processo di trasferimento del potere a Biden, che ha già annunciato i primi candidati per i posti chiave nella futura amministrazione statunitense.

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