14:55 25 Gennaio 2021
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Il capo di stato americano ha definito l'emendamento in questione una minaccia alla sicurezza nazionale degli USA.

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di porre il veto sulla legge della Difesa, il Defense Authorization Act (NDAA), a meno che non venga rimosso l'emendamento che garantisce l'immunità per i contenuti terzi ai giganti del web.

La cosiddetta Sezione 230, ha spiegato Trump, è da considerarsi una seria minaccia alla sicurezza nazionale americana e all'integrità delle elezioni.

"La Sezione 230, che è uno scudo regalato alle "Grandi compagnie tecnologiche" (le uniche in America che beneficano di un welfare corporativo!), è una seria minaccia alla nostra sicurezza nazionale e all'integrità delle elezioni. Il nostro Paese non potrà mai essere al sicuro se permettiamo che esista. Pertanto, se l'ingiusta e pericolosa Sezione 230 non sarà completamente rimossa dall'National Defense Authorization Act (NDAA), sarò inequivocabilmente costretto a porre il veto", ha scritto Trump sulla propria pagina Twitter.

Le dichiarazioni del tycoon al termine di un periodo, quello che ha seguito le elezioni del 3 novembre, in cui ogni tweet del presidente e dei suoi alleati che vada a toccare il tema di presunti brogli elettorali avvenuti durante le presidenziali sono marcate con un'etichetta che indica "Queste affermazioni sulle frodi elettorali sono contestate".

Nel corso del suo mandato Trump ha più volte accusato le cosiddette "Big Tech", le grandi compagnie del mondo della tecnologia quali Facebok, Google e Twitter, di appartenere a quella che il presidente definisce "la sinistra radicale" e di essere schierati contro il Partito Repubblicano.

La sezione 230

Il testo della Sezione 230 del Communication Decency Act (CDA) recita "Nessun provider o utente di un servizio interattivo informatico deve essere considerato l'autore di informazioni pubblicate da altre piattaforme".

Tale legislazione di fatto protegge le piattaforme di social media da eventuali cause intentate dagli autori di contenuti pubblicati sulla piattaforma stessa.

Le elezioni presidenziali americane 

Dopo le elezioni del 3 novembre i principali media statunitensi si sono affrettati a dichiarare vincitore il democratico Joe Biden, anche se Trump ha affermato che la vittoria sarebbe stata sua se non fosse stato per le gravi violazioni durante il voto per corrispondenza e i "brogli" dei colleghi democratici di Biden. Lo staff di Trump ha intentato diverse cause legali in Stati-chiave  in cui ritiene che siano avvenuti brogli elettorali di massa.

A partire dal 27 novembre Georgia, Michigan, Nevada e Pennsylvania hanno certificato i risultati delle loro elezioni a favore di Joe Biden, mentre lunedì scorso è stato il turno del Wisconsin, dove è emerso che l'ex vice di Barack Obama abbia addirittura aumentato il proprio margine di 80 voti, nonostante Trump abbia investito una somma pari a 3 milioni di dollari per effettuare il riconteggio.

E' ora previsto che il collegio elettorale si riunisca il 14 dicembre per eleggere il prossimo Presidente degli Stati Uniti.
Nonostante una così forte opposizione ai risultati elettorali dello staff di Trump, è iniziato il processo di trasferimento del potere a Biden, che ha già annunciato i primi candidati per i posti chiave nella futura amministrazione statunitense.

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